martedì 16 maggio 2017

CORSO DI SCRITTURA ZEN: LEZIONE 1

LEZIONE 1
SCRITTURA ZEN: CRESCERE INSIEME


ESERCIZI A TEMPO
Regole iniziali

E' importante darsi un tempo per la scrittura che può essere un'ora come mezz'ora o anche 15 minuti.
Prima di iniziare è bene rispettare le seguenti regole:


  1. Tenere la mano in movimento. Non fermarsi a rileggere quello che avete appena scritto. Non occorre avere il controllo di quello che scrivete.
  2. Non cancellate. La creazione non può essere revisionata. Anche se non vi piace quanto scritto lasciatelo.
  3. Non preoccupatevi dell'ortografia, della punteggiatura e della grammatica. Non preoccupatevi di restare nei margini o sulle righe del foglio
  4. Perdete il controllo
  5. Non pensate. Non lasciatevi invischiare dalla logica.
  6. Puntate alla giugulare. Se scrivendo viene fuori qualcosa che vi fa paura o vi fa sentire esposti, tuffatevici dentro. Probabilmente è carico di energia. E' importante anche la scelta del materiale. Una penna veloce, un quaderno grande a spirale e una copertina con un'immagine che vi piace. In questo modo ricorderete il periodo Ferrari oppure il periodo Snoopy.



ALCOLISMO: LA FORZA DELLA RINASCITA

UNA FORZA CHE NASCE DALLA TOTALE SCONFITTA E DEBOLEZZA


Come può dalla sconfitta e dalla paura nascere la speranza? Eppure è così.

Affrontare il dolore e accettarlo come valore di crescita e come spinta per il cambiamento. Nella vita passata spesso abbiamo rischiato di ferirci o di fare del male a noi stessi e agli altri, addirittura di morire. Solo dopo diverse esperienze di dolore di autodistruzione si accetta la resa e ci si affida a qualcuno che possa salvarci fermando il nostro comportamento pericoloso. La resa è come la quiete dopo la tempesta. In passato abbiamo sempre incolpato Dio o gli altri per quello che ci succedeva. Non abbiamo mai pensato di poter scegliere il percorso della mia vita. Le nostre decisioni si basavano sulla paura, sull'orgoglio e sul mio IO. Come conseguenza queste decisioni ci hanno precipitato lungo il sentiero dell'autodistruzione. Con il recupero siamo responsabili delle nostre azioni o del nostro non agire qualunque ne siano le conseguenze.

Tutto ciò che dobbiamo fare è dare uno sguardo al nostro passato per renderci conto di dove mi ha condotto l'egoismo. Usare la nostra volontà in certe situazioni di solito provocano stanchezza e frustazione. 

Siamo entrati nel mondo dello spirito. Entrare vuole dire azione, iniziare a fare. Gli ostacoli alla nostra crescita personale sono l'egocentrismo e l'interesse soltanto per le cose materiali. Abbiamo capito le cose spirituali sono: l'amore incondizionato, la gioia, la pazienza, la gentilezza. la bontà, la fedeltà, l'autocontrollo e l'umiltà. Ogni volta che lascio che l'egoismo, la disonestà, il risentimento e la paura diventino parte di noi ci chiudiamo ai valori spirituali.

martedì 25 aprile 2017

MEDITAZIONE: L'AUTOSTRADA, I PENSIERI E IL VIAGGIO

L'AUTOSTRADA E.......I PENSIERI

DA OGGI INIZIA UN VIAGGIO IN NOI STESSI: IL POSTO PIU' BELLO DEL MONDO!
voglio regalarvi un percorso di crescita che utilizza tutti gli strumenti che la saggezza ci ha donato.

BUON VIAGGIO

CHIUDETE GLI OCCHI E IMMAGINATE:


Siete seduti sul ciglio di una strada molto trafficata, con gli occhi bendati.
Riuscite a sentire i rumori di sottofondo e le automobili che sfrecciano, ma non potete vederle perché avete gli occhi bendati.
Ora, immaginate di togliervi la benda dagli occhi. Per la prima volta vedete la strada in modo chiaro. Vedete le auto che sfrecciano, i vari colori, le forme e le dimensioni. Magari in qualche momento siete attratti dal rombo di un’auto, altre volte vi interessa di più il loro aspetto. Ma la prima volta che togliete la benda è così.
Questi sono i nostri pensieri. Quando siamo distratti non ci facciamo caso ma basta fermarsi un attimo ed ecco che arrivano. La prima reazione è quella di prenderli e risolvere i pensieri uno ad uno. La salute, il denaro, il lavoro. Tutte macchine che affollano l'autostrada della nostra mente.
Sentiamo il bisogno di dirigere questo traffico, di cercare di risolvere ogni cosa,
Anziché correre in giro in mezzo al traffico perché non provate a restare per un momento lì dove siete? Che cosa succede se lo fate? Che cosa succede quando ve ne restate sul ciglio della strada e vi limitate a guardare il traffico che scorre? Magari è l’ora di punta e la strada è piena di automobili, oppure siete nel bel mezzo della notte e ne passano pochissime. L’uno o l’altro non fa differenza. Il punto è abituarsi a “tenere il posto” sul ciglio della strada e guardare il traffico che scorre.

«Quando ti avvicinerai alla meditazione in questi termini, ti accorgerai che la prospettiva cambia» disse il maestro. «Facendo un passo indietro rispetto ai pensieri e ai sentimenti, avrai l’impressione di avere più spazio. Magari ti sentirai semplicemente uno spettatore che guarda i pensieri, il traffico, passare. A volte, forse, te ne scorderai e senza neanche accorgertene ti ritroverai a correre in mezzo alla strada all'inseguimento di un’automobile che avrà attratto la tua attenzione. È quello che capita quando ci arriva un pensiero gradevole: lo vedi, ti lasci coinvolgere e finisci per inseguirlo»
«Però poi, all’improvviso, ti accorgerai di quello che stai facendo, e in quel momento avrai l’opportunità di tornare alla tua postazione sul ciglio della strada. Altre volte potrà capitarti di vedere arrivare del traffico che non ti piace: magari un’auto arrugginita, un pensiero sgradevole, e sicuramente ti precipiterai in strada a cercare di fermarlo. Forse cercherai di resistere a quel sentimento o a quel pensiero per un po’, prima di renderti conto che sei di nuovo in mezzo alla strada. Ma nel momento esatto in cui te ne accorgerai, proprio in quel momento, avrai l’opportunità di riprendere ancora una volta posizione sul ciglio della strada»
«Col tempo, sarà più facile. Non avrai l’impulso di correre in mezzo alla strada tanto spesso e troverai sempre più facile restare seduto a guardare i pensieri che scorrono. È questo, il processo della meditazione».
INIZIA UN VIAGGIO NELLA NOSTRA ANIMA E NELLA NOSTRA MENTE. PARTITE CON ME E INIZIAMO A VOLARE................

ALCOLISMO: RICADUTA

La Ricaduta nell'alcolismo

Di cosa si tratta? Come affrontarla? 

La ricaduta – di cosa si tratta?

In generale si parla di ricaduta quando una persona, che ha un problema di dipendenza da una sostanza come l’alcol, consuma nuovamente dopo un periodo di astinenza.
E’ utile distinguere la «ricaduta» dalla «scivolata». Per «scivolata» o «passo falso» si indica abitualmente il fatto che una persona consumi nuovamente una o più volte, ma in piccole quantità,  e poi si astenga di nuovo completamente dal bere. Attenzione! Una «scivolata» non è mai banale! Qualsiasi ripresa del consumo, anche se contenuta,  rappresenta un serio pericolo, in quanto può sfociare in una ricaduta anche importante.
Anche il passaggio da una dipendenza ad un’altra (sostituire per esempio l’alcol con dei farmaci non prescritti o con il gioco patologico) può essere considerato come una ricaduta: quando ci si libera da una  dipendenza bisogna anche prestare attenzione affinché la stessa non si sposti altrove.

La ricaduta, una catastrofe? 

Sia le persone direttamente toccate, che quelle a loro vicine tendono a vivere le ricadute come un fallimento ed a pensare: «quindi non funzionerà mai». Molti provano, in relazione ad una ricaduta, sentimenti profondi di colpa e/o  vergogna. I famigliari, dal canto loro, si sentono traditi, tendono a diventare insofferenti ed accusare la persona direttamente toccata dal problema, non sapendo cos'altro fare. Tali sentimenti sono comprensibili in quanto una persona, quando smette di bere, suscita nei famigliari la speranza che il cambiamento si riveli rapido e duraturo.  Inoltre, in queste situazioni, sia le persone direttamente toccate che quelle a loro vicine tendono frequentemente ad avere una visione della situazione del tipo «tutto o niente». Quando poi vi è la ripresa del consumo, succede spesso che le persone direttamente toccate, essendo la ricaduta considerata come una loro mancanza, si ripieghino su loro stesse in preda alla vergogna e non osino chiedere aiuto. Accade anche che la persona direttamente toccata aumenti ulteriormente il consumo nella ricerca di un sollievo ai sentimenti spiacevoli che sta vivendo. 
I famigliari si sentono spesso, anche loro, scoraggiati. In caso di ricaduta della persona direttamente toccata dal problema, corrono poi il rischio di ricadere a loro volta in comportamenti di co-dipendenza già avuti in passato. Le accuse ed i messaggi di rimprovero trasmessi dai famigliari («…per colpa tua sto di nuovo male!») intaccano ulteriormente la fiducia della persona direttamente toccata dal problema. 
Quando per contro i famigliari, con l’intenzione di aiutare la persona che sta ricadendo, cercano di proteggerla (per esempio giustificando al loro posto gli appuntamenti mancati o le assenze dal lavoro) rischiano ugualmente di aggravare la ricaduta. 

Differenziare la visione della ricaduta 

Una ricaduta suscita chiaramente dei sentimenti e delle emozioni dolorose: sia la persona diretta-  mente toccata che i suoi fam i glia ri preferirebbero chiaramente esserne risparmiati. Imparare a mantenere un punto di vista differenziato e sereno sul significato e le conseguenze di una ricaduta permette di salvaguardare la speranza e di essere maggiormente in grado di affrontarla.

Una ricaduta che non lo è veramente… Può succedere che una persona sia costretta ad interrompere il suo consumo di alcol, ad esempio nell’ambito di un’ospedalizzazione. Spesso, in questi casi, la persona non aveva veramente il desiderio e/o la volontà di attuare un cambiamento. In questi casi, una ripresa del consumo non è considerata come una «vera ricaduta», in quanto l’astinenza non era a sua volta «vera», cioè decisa consapevolmente ed attuata, in altre parole veramente voluta. 


La ricaduta, un’opportunità?!

Le ricadute sono parte del  percorso verso la guarigione. La maggior parte delle persone che escono da una dipendenza sperimentano sul loro cammino delle ricadute più o meno gravi, in certi casi a più riprese. Una malattia come la dipendenza dall’alcol si sviluppa su un certo arco di tempo; essa a volte ha una lunga storia. Questo significa che non è sempre realistico pensare che il problema possa essere risolto rapidamente: bisogna saper dare tempo al tempo.
Cercare di capire perché vi è stata una ricaduta permette di essere maggiormente in grado di evitarne in futuro. In questo senso, pur vissuta come una crisi, la ricaduta può diventare anche un’opportunità. Ciò non significa comunque che bisogna in tutti i casi fare delle ricadute! Soprattutto, una ricaduta può segnalare il fatto che si sta ancora apprendendo e che il cammino che porta all’interruzione del consumo non è ancora concluso. 
Il rischio diminuisce col passare del tempo. La fase che segue la disintossicazione fisica è spesso particolarmente delicata, in quanto per un lungo periodo la vita è stata organizzata per ed intorno all’alcol. Dopo la fase di disintossicazione le persone sono ancora fragili e non hanno ancora, nella maggior parte dei casi, trovato un vero equilibrio. Ci vuole anche del tempo per riguadagnare la fiducia nei propri mezzi.
Il rischio elevato di ricaduta che caratterizza questa fase è dovuto  anche al fatto che numerosi problemi non sono ancora stati superati e che sovente manca ancora la forza per gestirli. Le preoccupazioni della vita quotidiana permangono a volte molto importanti. Spesso certi problemi finanziari e professionali connessi con il problema di alcol sono ancora presenti, senza contare le possibili tensioni in seno alla famiglia. Con il passare del tempo, comunque, la voglia di consumare diminuisce, lasciando spazio ai benefici ottenuti grazie all’interruzione del consumo. Il rischio di ricaduta, benché sempre presente, diventa meno importante. 
Una ricaduta non è per forza un ritorno al punto di partenza. E’ possibile limitare la gravità e le conseguenze di una ricaduta! Si tratta di reagire il più rapidamente possibile e di cercare l’aiuto di cui si ha bisogno presso i famigliari, il medico curante, i gruppi di auto-aiuto ed i servizi specializzati.

Cosa fare in caso di ricaduta?

Come già detto, è soprattutto importante mantenere un atteggiamento differenziato nei confronti di una ricaduta: si tratta di prendere la situazione sul serio, senza per questo lasciarsi scoraggiare. 
Persone in situazioni di ricaduta E’ importante evitare di isolarsi, di chiudersi in se stessi! 

I servizi specializzati in alcologia, i medici  ed i gruppi di auto-aiuto possono fornire un sostegno e costituiscono una possibile risposta per far fronte alla ricaduta. Un piano d’emergenza elaborato preventivamente permette inoltre di sapere cosa fare in caso di ricaduta: definire in anticipo a chi rivolgersi in caso di crisi (specialista, gruppo di auto-aiuto) permette di reagire in modo rapido ed efficace. Il bisogno di chiarire e determinare in anticipo ciò che può essere fatto in caso di ricaduta concerne sia la persona direttamente toccata dal problema che i suoi famigliari. E’ importante capire come mai si è verificata una ricaduta e definire in seguito come si prevede di affrontare, la volta successiva, una situazione simile senza ricorrere all’alcol. Lo scopo principale è quello di apprendere dalla ricaduta qualcosa che possa servire per il futuro. Quando si verifica una ricaduta,  può essere inoltre importante riflettere sugli obiettivi che ci si è prefissati o prendere in considerazione altri metodi per riuscire ad astenersi dall’alcol. In certi casi una ricaduta necessita  un nuovo periodo di disintossicazione fisica. Bisogna, in questi casi, discuterne la modalità con il proprio medico curante: la disintossicazione fisica può in effetti  comportare delle gravi complicazioni se non è effettuata sotto controllo medico.

Idealmente, le persone vicine a chi è ricaduto dovrebbero cercare di parlargli senza accuse o imposizioni. Nella realtà ciò non è sempre evidente, soprattutto quando la persona ricaduta assume, come spesso succede, un atteggiamento di negazione della situazione. E’ quindi importante ricordare alla persona la propria responsabilità nella gestione del 
la ricaduta. I famigliari e conoscenti possono anche chiedere alla persona direttamente toccata dalla ricaduta come valuta la situazione e come intende farvi fronte, formulando eventualmente dei suggerimenti sotto forma di proposte (tipo: «Cosa pensi dell’idea di…?»). Bisognerebbe invece aste nersi dal decidere al posto suo ciò che conviene fare. Inoltre, anche se nel caso di una ricaduta la collera e la delusione  sono dei sentimenti comprensibili, è importante che i famigliari non si lascino sopraffare da queste emozioni e continuino a prendersi cura di loro stessi e del loro benessere: idealmente il loro stato non dovrebbe dipendere da ciò che succede alla persona direttamente toccata dal problema. Parlare con delle persone di fiducia può dare sollievo e l’aiuto di professionisti (servizi specializzati per i problemi di alcol) o dei gruppi di auto-aiuto può rivelarsi  molto importante.
I famigliari dovrebbero anche evitare di ricadere nuovamente nei vecchi comportamenti di co-dipendenza: un aiuto specifico rispetto a questi comportamenti, ottenibile presso organismi specializzati e gruppi di auto-aiuto, può a volte rendersi necessario.

venerdì 14 aprile 2017

DIPENDENZA: L' IRA DI DON MAZZI

DON MAZZI E LO SPACCIO A MILANO

STRISCIA LA NOTIZIA HA MANDATO IN ONDA DIVERSI SERVIZI CHE RIGUARDANO LO SPACCIO DI DROGA A RODOREGO IN PROVINCIA DI MILANO.

CASADIO HA INTERVISTATO DON MAZZI. ECCO IL LINK DEL SERVIZIO IN CUI DON MAZZI MANIFESTA LA SUA RABBIA PER QUESTA SITUAZIONE


DON MAZZI A STRISCIA

giovedì 13 aprile 2017

DIPENDENZA DA INTERNET

INTERNET E DIPENDENZA


Sia in ambito professionale che privato, l’uso di internet è sempre più diffuso. Si tratta innegabilmente di uno strumento utile e divertente, ma è ormai risaputo che determinate modalità d’uso della rete possono rivelarsi problematiche, se non addirittura portare alla dipendenza.

Come viene usato internet in Italia? 

Negli ultimi dieci anni le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (NTIC) hanno completamente trasformato le modalità di comunicazione sociale a livello mondiale. I nuovi media sono diventati una necessità per moltissimi adolescenti e giovani adulti (la cosiddetta «generazione chiocciola»). Lo sviluppo di tali media è avvenuto in base a una dinamica nuova, al punto che siamo probabilmente solo agli albori dell’interazione tra mondo reale e virtuale.
È chiaro che l’uso di questi nuovi media può causare problemi e che determinati siti e attività online presentano un forte potenziale di dipendenza.
Sul piano psicosociale, un uso problematico di internet si manifesta con una perdita di controllo, con ripercussioni negative sui rapporti sociali, sul tempo libero, nonché sul rendimento scolastico e professionale. 
I tre settori potenzialmente fonte di dipendenza sono i seguenti: 
• i giochi online (settore che tocca soprattutto i giovani ragazzi);
• la comunicazione online, tra cui le chat (settore che tocca soprattutto le donne); 
• i siti a contenuto sessuale e pornografico (settore che tocca soprattutto i giovani uomini). 

Altri aspetti problematici di internet

Non è solo il potenziale di dipendenza delle offerte su internet a essere problematico. 
Internet presenta altri rischi, come il superamento dei limiti negli ambiti della sessualità, della pornografia, della violenza e degli abusi (oltrepassando il limite dell'accettabilità, per esempio nelle chat). Su internet, queste manifestazioni hanno assunto dimensioni nuove. Sono soprattutto i bambini e gli adolescenti a correre il rischio di trovarsi confrontati con contenuti problematici per il loro sviluppo sociale e psicosessuale. 

Quali sono le modalità che possono portare a un uso eccessivo?

Internet e computer fanno ormai parte della nostra quotidianità. Ci permettono di informarci, di comunicare e di distrarci. Tuttavia, alcune loro caratteristiche possono favorire l’instaurarsi di una dipendenza:
• l’accesso 24 ore su 24, la soddisfazione immediata del bisogno; 
• l’offerta praticamente illimitata;

I rischi di un uso eccessivo

Navigare in modo compulsivo può causare diversi problemi.
• Anche in rete valgono le stesse regole che valgono per altri settori: più tempo si passa su internet, meno ne resta per gli altri ambiti della nostra esistenza, con il rischio di compromettere i rapporti sociali, lo sviluppo di competenze sociali e il rendimento scolastico o professionale. Alcuni usi di internet possono inoltre comportare gravi problemi finanziari.
• Si possono avere ripercussioni anche a livello fisico: tra i ciberdipendenti si sono costatati difetti posturali, disordini alimentari, mal di testa o problemi alla vista.
• Può instaurarsi una dipendenza (vedi  Ciberdipendenza: definizioni e sintomi): come per qualsiasi altra sostanza che dà dipendenza, vi è il pericolo di passare da un uso non problematico a uno eccessivo e successivamente compulsivo. 
• I giovani sono particolarmente a rischio di dipendenza, in quanto il loro lobo frontale, l’area del cervello che regola il comportamento e le emozioni, non è ancora completamente sviluppato. È per questo motivo che non riescono a controllarsi e hanno quindi bisogno del sostegno degli adulti.
• Anche i contenuti che si trovano in rete influenzano gli utenti e possono rappresentare un rischio, soprattutto quelli pericolosi per i giovani, che possono avere ripercussioni negative sul loro sviluppo sociale e psicosessuale.
• l’anonimato; • la possibilità di provare nuove identità; • le esperienze di riconoscimento, di successo, di controllo, di appartenenza ecc.; • i limiti di spazio che spariscono e la percezione del tempo che si modifica (una sensazione simile all’ubriacatura).
I rischi di un uso eccessivo
Navigare in modo compulsivo può causare diversi problemi.
• Anche in rete valgono le stesse regole che valgono per altri settori: più tempo si passa su internet, meno ne resta per gli altri ambiti della nostra esistenza, con il rischio di compromettere i rapporti sociali, lo sviluppo di competenze sociali e il rendimento scolastico o professionale. Alcuni usi di internet possono inoltre comportare gravi problemi finanziari.
• Si possono avere ripercussioni anche a livello fisico: tra i ciberdipendenti si sono costatati difetti posturali, disordini alimentari, mal di testa o problemi alla vista.
• Può instaurarsi una dipendenza (vedi  Ciberdipendenza: definizioni e sintomi): come per qualsiasi altra sostanza che dà dipendenza, vi è il pericolo di passare da un uso non problematico a uno eccessivo e successivamente compulsivo. 
I giovani sono particolarmente a rischio di dipendenza, in quanto il loro lobo frontale, l’area del cervello che regola il comportamento e le emozioni, non è ancora completamente sviluppato. È per questo motivo che non riescono a controllarsi e hanno quindi bisogno del sostegno degli adulti.
• Anche i contenuti che si trovano in rete influenzano gli utenti e possono rappresentare un rischio, soprattutto quelli pericolosi per i giovani, che possono avere ripercussioni negative sul loro sviluppo sociale e psicosessuale.

Il mondo degli MMORPG (per esempio World of Warcraft©)  

Non tutti i giochi elettronici hanno lo stesso potere di attrazione. 
Tra i giochi che creano i legami più forti con chi li gioca figurano i cosiddetti MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Games). Si tratta di giochi online nei quali il giocatore è rappresentato da un avatar (il personaggio del gioco) che svolge i compiti più disparati in un mondo virtuale in costante attività. Gli MMORPG propongono un universo complesso nel quale ci si può muovere con molteplici possibilità. Questo tipo di giochi non finisce mai: col passare del tempo i compiti diventano più complicati e per svolgerli ci si allea online con altri giocatori. In tal modo si crea un senso di appartenenza a un gruppo, ci si sente apprezzati per l’aiuto che si dà agli altri, ma nel contempo si subisce la pressione degli obblighi assunti e quindi diventa difficile smettere di giocare. Chi gioca poco non sviluppa il suo avatar e risulta poco interessante per gli altri giocatori.

Nel prossimo articolo cercheremo di rispondere alle seguenti domande:

Quali sono i sintomi di una dipendenza? Qual‘è la percentuale di utenti dipendenti? Cosa può fare la prevenzione? Quali sono le basi per riconoscere e curare la dipendenza da internet? 

giovedì 6 aprile 2017

DIPENDENZA DA SESSO E LE CHAT EROTICHE:testimonianze

IL MONDO DELLE CHAT EROTICHE E LA DIPENDENZA SESSUALE


Le chat erotiche sono gli strumenti più utilizzati per alimentare la dipendenza da sesso. 

CHAT EROTICHE
L'accesso alle chat erotiche è molto semplice e sicuro. L'anonimato e la riservatezza sono salvaguardati. Basta aprire un link che apre un programma in cui è possibile inserirsi senza registrarsi. Una volta scelto un nick-name di fantasia si può cominciare a chattare. Ovviamente i nick sono tutti legati alla sfera sessuale. Le chat, in genere, sono organizzate in "stanze" che hanno diverse tematiche: lesbo-gay-sadomaso-uomini maturi-donne mature ecc. 
Nelle varie stanze, "albergano" le varie persone in cerca di un brivido o di un incontro.
A questo punto si innesca il fascino dell'ignoto e del piacere. Chattare con una persona che non si conosce e che condivide la nostra "passione" allenta i freni inibitori e ci si trasforma. 

E' interessante leggere la testimonianza di una persona che si è resa conto di essere dipendente e che ha chiesto aiuto.
La chat, per me, era diventata un'ossessione. In qualsiasi momento della giornata o della serata entravo in chat e mi eccitavo pensando a chi potessi incontrare. Anziani, donne sole, uomini sposati in cerca di avventure, ragazzi molto precoci alla ricerca di uno scambio sessuale con persone adulte e mature. Ho chattato per mesi tutte le sere con queste persone e ho percepito che anche le trasgressioni sessuali più estreme erano presenti nella chat. Ho realizzato incontri di sesso in gruppo. L'occasione arrivava dalle richieste inserite nella chat. Ho incontrato coppie insoddisfatte in cerca di brivido. Ho incontrato guardoni e persone che eccitavano solo al sentire la voce. Tutte queste situazioni coinvolgono sia uomini che donne. Ho conosciuto persone appena sposate che erano insoddisfatte della vita di coppia oppure uomini in cerca di sesso poichè la propria compagna era incinta. Solo ora mi accorgo di quanto questo vortice ti prenda e ti tolga alla tua famiglia, al tuo lavoro e ti esponga a rischi seri sia per la salute che per la stessa vita.
 La dipendenza dal sesso è molto subdola e si nasconde dietro "alla normalità". "Tutti ormai vedono film porno oppure chattano solo per divertirsi."
Questo non vuol dire che tutti coloro che usano questi strumenti siano dipendenti dal sesso. La dipendenza è quando non se ne può fare a meno di tutto questo. Quando l'unico modo di provare piacere oppure di avere relazioni con altri è questo. Il grande problema è che quando questa necessità diventa incontrollabile la persona corre il rischio di perdere gli affetti più veri. I coniugi o i figli difficilmente chiedono aiuto oppure vedono la dipendenza come un tradimento. Il sesso è una dipendenza e come tale va curata.

E' necessario e fondamentale chiedere aiuto prima di rovinare la propria vita.