martedì 28 febbraio 2017

DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA: LA NEGAZIONE


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LA NEGAZIONE DELLA DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA



LA NEGAZIONE

Quando non accettiamo di vedere i nostri comportamenti dipendenti nei confronti degli altri  o non crediamo di essere codipendenti perchè non ci riconosciamo nei modelli di codipendenza siamo in negazione.

Nello stato di sfrustrazione che causa la dipendenza dagli altri siamo pronti a vedere gli sbagli degli altri ma non a riconoscere i propri. Alcuni arrivano così alla disperazione, isolandosi dagli altri, dalla famiglia e dagli amici rifiutando il loro amore.

Altri, invece, inventano modi per tenere in piedi un matrimonio, una convivenza, un amore. Creano compromessi anche nella vita lavorativa e nella vita sociale. Si arriva quindi a disastri annunciati in famiglia, con gli amici e il lavoro. Nonostante ciò la dipendenza dagli altri continua ad aumentare la negazione anche in presenza di disastri compiuti e danni compiuti.

A volte siamo così immersi nella nostra negazione che sono necessari degli interventi istituzionali che ci portano all'accettazione e al recupero.
Alla fine non di rado andiamo incontro a una separazione o a un divorzio, restiamo coinvolti in una causa, subiamo un arresto, tentiamo il suicidio, oppure dobbiamo essere ricoverati per malattie direttamente conseguenti alla nostra situazione, oppure perdiamo il posto di lavoro e siamo costretti ad accettare un'occupazione di ripiego. La strada della negazione è triste e desolante e non ci fa chiedere aiuto. Non vedere significa non aiutare.

Penserete che i comportamenti descritti siano estremi. ATTENZIONE: LA DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA E' LA MADRE DI TUTTE LE DIPENDENZE. VUOL DIRE CHE SIAMO DIPENDENTI DAL DOLORE CHE GLI ALTRI CI CAUSANO.



ALCOLISMO COME LA PENSA BILL DALLA SCONFITTA ALLA FORZA

ALCOLISMO COME LA PENSA BILL 
DALLA SCONFITTA ALLA FORZA
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Se abbiamo veramente l'intenzione di farla finita con l'alcol, non dobbiamo avere riserve di nessun genere; dobbiamo respingere ogni recondita idea che finalmente un bel giorno saremo immuni dall'alcol
Solo e soltanto dalla resa incondizionata possiamo iniziare il nostro recupero. Lottare con la dipendenza, qualunque essa sia, non porta da nessuna parte. Sappiamo benissimo che il primo passo da compiere è proprio quello di accettare e ammettere che la dipendenza è più forte di noi. Il recupero è un programma di umiltà profonda e continua. Giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto siamo sempre in balia di un nemico forte. Quando ci si arrende si riconosce il bisogno di aiuto. Ed è qui la forza e la vittoria. Non siamo più soli ma siamo aiutati a riconquistare la pace per dare inizio alla ricostruzione della nostra vita. Rispetto agli altri soldati che vincono battaglie e ne fanno sempre nuove, noi siamo SEMPRE all'erta pronti a difendere la nostra sobrietà. Dobbiamo metterci in testa che la nostra è una malattia che non guarisce, per cui è necessario curarsi costantemente e continuamente. La cura necessaria è la cura della nostra anima e della nostra spiritualità. La dipendenza ci rende insensibili ai sentimenti più dolorosi. Ci cancella la capacità di provare emozioni. Nel voler nascondere a se stessi il dolore, la sofferenza, la solitudine e la frustrazione dimentichiamo anche cosa siano la gioia, l'allegria, la condivisione, l'amore, l'appagamento.

Occorre, quindi, risvegliare la nostra anima imparando anche a sentire le emozioni che fanno soffrire. Imparare che non fanno così paura che possiamo farcela a starci dentro senza soccombere. I dipendenti sono coloro che nella vita hanno sofferto e soffrono tantissimo. La resa ci dà una boccata d'aria nella nostra malattia per riprenderci e iniziare la ricostruzione spirituale.

lunedì 27 febbraio 2017

DIPENDENZA DA SESSO E LA RICERCA DEL PIACERE

LA RICERCA DEL PIACERE NELLA DIPENDENZA DA SESSO

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La ricerca continua del piacere sessuale è la caratterista particolare di questa dipendenza.
L'ottenimento di questo piacere porta ad un apparente stato di benessere psico-fisico. Questo fino a quando compare la difficoltà a controllare questo comportamento, poiché la richiesta di piacere aumenta sempre di più, mentre diminuisce la durata del piacere e della soddisfazione. Si innesca quindi un meccanismo vero e proprio di dipendenza da sesso. Il comportamento viene ripetuto anche in caso di conseguenze pericolose sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista emozionale e affettivo.

La ricerca spasmodica di piacere sessuale, tanto da diventare un'ossessione, diventa per il dipendente la possibilità di colmare delle profonde ferite della propria personalità che creano angoscia e sofferenza.

Come il dipendente da sesso soddisfa la sempre più crescente fame di piacere?

La maggior parte delle persone hanno esperienze sessuali virtuali. E' molto facile oggi accedere tramite internet a siti pornografici con scene di sesso esplicite. Questo tipo di piacere è ricercato sia dagli uomini che dalle donne. Il piacere che la pornografia concede è molto intenso poichè permette anche una certa protezione di identità. Questo però non vuol dire che tutti coloro che guardano dei filmati pornografici sia dei dipendenti dal sesso. La caratteristica della dipendenza è la ricerca continua, ossessiva di procurarsi piacere. La visione di un film porno stimola la fantasia erotica ma in alcuni casi diventa un mezzo di piacere continuo attraverso la masturbazione. Il dipendente dal sesso vive la sua giornata in funzione di questa pratica. La necessità di vedere film porno lo porta anche a rischiare il posto di lavoro. Oppure lo mette in situazioni pericolose in famiglia con il rischio che questa attività venga scoperta dal partner.

Quando il piacere del porno non soddisfa più la necessità di provare piacere sessuale

La fantasie, ad un certo punto, al dipendente da sesso non bastano più. Nasce la necessità profonda di cercare esperienze di sesso reali per mettere in atto le fantasie che prima bastavano a soddisfare la ricerca di piacere.Il dipendente comincia a cercare la possibilità di incontrare persone con cui condividere moltissime esperienze. Qui si apre una grande possibilità di ricerca. Le chat esplicite sono l'ideale per iniziare i primi approcci con le persone in maniera anonima. Si cerca di creare un contatto e si cerca di realizzare un incontro. La dipendenza da sesso non è solo mAschile, come si potrebbe pensare, in realtà riguarda anche molte donne. La ricerca di incontri è senza dubbio più semplice per una donna, mentre per gli uomini è molto difficile. Dopo vari tentativi di incontro non andati a buon fine l'uomo si rivolge al sesso a pagamento. ECCO L'INIZIO DI UN GRANDE RISCHIO: la salute può essere compromessa a causa delle malattie trasmissibili sessualmente e la parte economica diventa estremamente critica, la famiglia e il matrimonio possono naufragare.

LA DIPENDENZA DA SESSO E' UNA MALATTIA CHE PUO' ESSERE CURATA. ESISTONO DEI CENTRI SPECIFICI PER LA CURA DI QUESTA DIPENDENZA. 

Tutti hanno il diritto alla salute e la dipendenza da sesso non esula da questo diritto inalienabile.


sabato 25 febbraio 2017

DIPENDENZA: SOSTANZE STUPEFACENTI E LAVORO

LE GRAVI CONSEGUENZE DELLA DIPENDENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI SUL LAVORO

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COSA SONO LE SOSTANZE STUPEFACENTI?

Il termine “droga” conosce definizioni diverse a seconda dei criteri utilizzati per identificarlo. 

Dal punto di vista farmacologico, l’espressione “droga” si riferisce a qualsiasi sostanza, sintetica o naturale, la cui assunzione provoca una modificazione della coscienza e della percezione dell’umore. 

Dal punto di vista legale, vengono definite droghe le sostanze contenute in un elenco che periodicamente viene aggiornato dal Ministero della Salute. In pratica ciò vuol dire che una droga non viene considerata illegale finché non viene approvato il relativo provvedimento ministeriale anche se, da un punto di vista farmacologico, può comunque essere considerata una sostanza pericolosa.


Le conseguenze legate all’uso di sostanze stupefacenti

Numerose sono le sostanze in circolazione e diversi i nomi con cui vengono chiamate, nomi che spesso cambiano da zona a zona.
Le droghe possono essere classificate in base agli effetti ricercati da chi le usa: 

allucinogene, in quanto stimolano alterazioni della percezione o della interpretazione della realtà (mescalina, LSD, DMT, ecstasy, cannabinoidi); 

stimolanti, in quanto stimolano l’attività cerebrale (cocaina; amfetamine; caffeina); 

sedative, in quanto deprimono e/o calano l’attività cerebrale (alcol, oppioidi come l’eroina)

L’assunzione contemporanea di più sostanze, incluso l’alcol, può potenziare l’effetto ricercato e, soprattutto, può renderle più pericolose.

Le sostanze stupefacenti in dettaglio:

HASHISH E MARIJUANA 

Sono derivati della canapa indiana e rappresentano due delle sostanze più diffuse.

Possono produrre 
  • perdita di memoria e della capacità di apprendimento
  • perdita di motivazione
  • attacchi di panico, ansia, alienazione
  • scatenano patologie psichiatriche come la schizofrenia, le ossessioni e la difficoltà di controllo. 
  • Inducono calo della motivazione e della voglia di fare, oltreché subdole forme di dipendenza.

COCAINA

È una sostanza stimolante di uso sempre più diffuso. 

  • Porta a non controllare le reazioni emotive e a sviluppare forme di aggressività, inducendo spesso a condotte violente o a comportamenti pericolosi verso sé e gli altri. 
  • Provoca manie di persecuzione e deliri di onnipotenza, seguiti da gravi stati di depressione, di nervosismo e di ansia (il famigerato “down”). 
  • Inoltre, aumentando la pressione sanguigna e il battito cardiaco, determina rischi di infarto e di ictus. 
  • La cocaina genera una forte dipendenza che conduce a un bisogno di dosi sempre maggiori e ravvicinate nel tempo.

ECSTASY


La MDMA (il nome chimico dell’ecstasy) provoca danni irreversibili al sistema nervoso centrale e, in casi particolari, la morte dell’assuntore che l’abbia utilizzata anche per una sola volta. Altri sintomi sono tachicardia, convulsioni, malattie del fegato, attacchi di panico prolungati, psicosi acute o croniche, depressione.

LSD E ALTRI ALLUCINOGENI (mescalina, peyote, psilocibina, ecc.
Queste sostanze agiscono in maniera devastante sul sistema nervoso centrale, creando pericolosi stati allucinatori. 
  • Aumentano anche i battiti cardiaci, creano vertigini, nausea, stati di ansia, panico e deliri di persecuzione. 
  • Possono portare a danni psichici permanenti anche a bassi dosaggi e già dalla prima assunzione.

EROINA

  • L’eroina è un narcotico che deprime il sistema nervoso centrale e provoca, fin dalle prime assunzioni, una fortissima dipendenza e violente crisi di astinenza. 
  • L’eroina modifica le funzioni della memoria, altera il ritmo sonno/veglia e le sensazioni di fame, freddo e caldo. 
  • Tra le sue conseguenze: apatia, nausea, vomito, progressiva perdita dei capelli e dei denti, infertilità, flebiti. 
  • In caso di overdose, l’eroina porta alla morte per depressione respiratoria e arresto cardiaco

Sostanze stupefacenti e lavoro

La norma stabilisce che, poiché l’assunzione anche occasionale di sostanze stupefacenti e psicotrope comporta un rischio sia per il lavoratore che per soggetti terzi, deve essere applicato il principio di cautela conservativa, prevedendo una non idoneità dei lavoratori a svolgere mansioni a rischio nel caso in cui usino sostanze psicotrope e stupefacenti anche al di fuori dalla attività lavorativa, indipendentemente dallo stato di dipendenza. 

Pertanto obbliga il datore di lavoro ad accertarne l’assenza di assunzione, anche solo sporadica, per lavoratori le cui mansioni comportino rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute propria e di terzi e individuate dalla Conferenza Unificata del 30/10/2007.

Uno dei principi fondamentali negli accertamenti di “assenza di tossicodipendenza” è l’affidabilità dei test e la correttezza della procedura applicata, al fine di evitare giudizi errati che porterebbero a conseguenze gravi per il lavoratore dal momento che, in caso di esito positivo, lo stesso verrebbe sospeso immediatamente dalla mansione svolta fino a quel momento.

NORMATIVA
Il Provvedimento 30/10/2007 individua le categorie di lavoratori interessati dalla normativa

1° gruppo - addetti all’impiego di gas tossici, alla fabbricazione e utilizzo di fuochi d’artificio e alla direzione e conduzione di impianti nucleari. 

2° gruppo – mansioni inerenti le attività di trasporto: possessori di patenti C, D, E e coloro per i quali è richiesto il certificato di abilitazione o di formazione professionale (taxisti, autisti a noleggio, trasporto di merci pericolose); addetti alle ferrovie, personale navigante, piloti aerei, controllori di volo; conducenti, conduttori, manovratori, e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie e apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carroponte con pulsantiera a terra e di monorotaie; addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti; addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci. 

3° gruppo: riguarda gli addetti del settore degli esplosivi





venerdì 24 febbraio 2017

DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA: I MODELLI DI CODIPENDENZA

I MODELLI DI CODIPENDENZA: UN AIUTO PER RITROVARSI E RICONOSCERSI

Multiethnic group of scared people

Voglio darvi la possibilità di riconoscervi in questi modelli di codipendenza. Non esiste una formula che ci dica quanta codipendenza c'è in noi. Quello che è importante, è imparare a conoscersi per poter lavorare onestamente su qualsiasi modello di codipendenza da cui ci sentiamo rappresentati.

NEGAZIONE

  • HO DIFFICOLTA' A RICONOSCERE CIO' CHE SENTO
  • MINIMIZZO, ALTERO O NEGO COME MI SENTO VERAMENTE
  • MI PERCEPISCO COME UNA PERSONA COMPLETAMENTE ALTRUISTA, VOTATA AL BENE DEGLI ALTRI

BASSA AUTOSTIMA

  • HO DIFFICOLTA' A PRENDERE DECISIONI
  • GIUDICO SEVERAMENTE E NON CONSIDERO MAI ABBASTANZA BUONI I MIEI PENSIERI, LE MIE PAROLE E LE MIE AZIONI
  • SONO IMBARAZZATO QUANDO RICEVO RICONOSCIMENTI, ODIO I REGALI
  • NON CHIEDO AGLI ALTRI DI SODDISFARE I MIEI BISOGNI E DESIDERI
  • CONSIDERO PIU' IMPORTANTE L'APPROVAZIONE DEGLI ALTRI CHE QUELLA CHE POSSO DARMI DA ME, RISPETTO AI MIEI SENTIMENTI, PENSIERI E COMPORTAMENTI
  • NON MI PERCEPISCO COME UNA PERSONA AMOREVOLE O DI VALORE

COMPIACENZA

  • ACCETTO COMPROMESSI RISPETTO AI MIEI VALORI E ALLA MIA INTEGRITA' PER EVITARE IL RIFIUTO E LA RABBIA DA PARTE DEGLI ALTRI
  • MI LASCIO INFLUENZARE DAI SENTIMENTI ALTRUI FINO A FARLI MIEI
  • SPINGO LA LEALTA' ALL'ESTREMO, RESTANDO IN SITUAZIONI PERICOLOSE MOLTO A LUNGO
  • CONSIDERO TROPPO IMPORTANTI LE OPINIONI E I SENTIMENTI ALTRUI E SONO TROPPO TIMOROSO PER ESPRIMERE PUNTI DI VISTA E SENTIMENTI IN CONTRASTO CON ESSI
  • RINUNCIO AI MIEI INTERESSI E AI MIEI HOBBY PER FARE CIO' CHE VOGLIONO GLI ALTRI
  • ACCETTO SESSO AL POSTO DELL'AMORE

CONTROLLO

  • CREDO CHE QUASI TUTTI GLI ALTRI SIANO INCAPACI DI BADARE A SESTESSI
  • CERCO DI CONVINCERE GLI ALTRI SU COSA DOVREBBERO PENSARE E COME DOVREBBERO SENTIRSI VERAMENTE
  • MI RISENTO SE GLI ALTRI NON SI LASCIANO AIUTARE DA ME
  • OFFRO GUIDA E CONSIGLI NON RICHIESTI
  • FACCIO REGALI E FAVORI IMPORTANTI A COLORO CHE MI STANNO A CUORE
  • USO IL SESSO PER ASSICURARMI APPROVAZIONE E ACCETTAZIONE
  • HO BISOGNO DI SENTIRMI NECESSARIO PER ENTRARE IN RELAZIONE CON GLI ALTRI

ALCOLISMO: COME LA VEDE BILL - UNA VITA SERENA

COME LA PENSA BILL: UNA VITA SERENA

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Oggi, il nostro amico Bill ci parla di una vita serena e di come un alcolista può raggiungerla.

Quando un ubriacone si sente terribilmente male perchè ha bevuto pesantemente il giorno prima, oggi non può vivere bene. Ma c'è un altro genere di malessere di cui tutti abbiamo fatto esperienza, sia che abbiamo bevuto o meno, ed è lo stare emotivamente male, risultato diretto degli eccessi di una qualche emozione negativa di ieri e talvolta di oggi: ira, paura, gelosia e simili.
Senza dubbio è necessario che eliminiamo questi malesseri se vogliamo vivere serenamente, oggi e domani. Ciò non vuole dire dover vagare morbosamente nel passato, Ci è richiesta un'ammissione e una correzione dei nostri errori ADESSO.
 Per un alcolista è fondamentale riconoscere le emozioni negative che nascono da atteggiamenti sbagliati. Pensiamo spesso che la domanda fondamentale per migliorarci sia PERCHE'?. Il motivo se guardiamo dentro di noi lo sappiamo benissimo. Diventa fondamentale, invece. porsi queste altre domande: DOVE-COME-QUANDO.

Ad esempio:
QUANDO sento montare la rabbia dentro di me?
DOVE succede? Dove mi trovo?
COME nasce la rabbia? Quali sensazioni provo quando inizio ad arrabbiarmi? Il mio corpo come si prepara all'arrivo della rabbia?

Il coraggio di ammettere i nostri difetti, riconoscerli, valutarli con serenità ci permette di correggerli.
Adesso!!! Nel momento in cui sentiamo e riconosciamo l'emozione che sta nascendo in noi è IN QUEL MOMENTO che possiamo correggerla. Ci accorgeremo che possiamo vivere serenamente come non abbiamo mai fatto.

giovedì 23 febbraio 2017

DIPENDENZA: IL PERCORSO DI RECUPERO DEL DIPENDENTE

IL RECUPERO DEL DIPENDENTECure And Recovery


Il dipendente non è condannato o destinato a essere senza speranza e senza aiuto. Il dipendente non è continuamente costretto a ripetere i suoi comportamenti da dipendente.

Il recupero è crescita continua e coraggiosa. Non è immobilità ma movimento continuo come le onde del mare. La dipendenza ci tiene fermi, impantanati, incapaci di alzarci. 

Il recupero ci libera e ci rende orgogliosi di noi stessi. Il dipendente può trasformare il suo passato doloroso in doni per se stesso e le persone che ama. Il primo grande regalo che ci viene dal recupero è la comprensione e la compassione per noi stessi. La dignità da noi, anzi dal profondo della nostra anima. ESSERE IN RECUPERO VUOL DIRE SPERANZA PER NOSTRO FUTURO.

Finchè abbiamo vita, finchè respiriamo, continuiamo il nostro recupero e cresciamo in questa vita. Che regalo grandissimo!

IL PRIMO PASSO DEL RECUPERO

Se le persone o gli eventi non vanno come noi vorremmo, sentiamo crescere in noi la frustrazione. Ma quanto controllo abbiamo su queste situazioni? Possiamo cambiare le persone o pretendenre che diventino come noi? NO! Non abbiamo nessun controllo. Allora lascio andare e invoco il mio potere superiore che è insito nella nostra anima.

SIGNORE, DAMMI LA SERENITA' DI ACCETTARE LE COSE CHE NON POSSO CAMBIARE, IL CORAGGIO DI CAMBIARE QUELLE CHE POSSO E LA SAGGEZZA DI CONOSCERNE LA DIFFERENZA.

C'è una grande saggezza che è quella di credere nel proprio recupero, 
La nostra vita ci porta ad affrontare momenti difficili. Durante la dipendenza ci sentivamo incapaci di affrontare queste situazioni e ne avevamo paura. Ci sentivamo indegni, inutili, stanchi di soffrire e stanchi di combattere. Ora, in questo momento, impariamo ad occuparcene in modo diverso.
QUANDO LASCIAMO ANDARE LA NOSTRA FRUSTRAZIONE SVANISCE.

Il nostro IO interiore, davanti a una difficoltà ci fa pensare a cose negative e la paura ci assale provocandoci una paura che ci paralizza. Il recupero ci permette di fare "COME SE" fossimo in grado di gestire le cose e poco a poco realizziamo che ci riusciamo e che non era così terribile. E' un dono meraviglioso che ci fa il recupero.

mercoledì 22 febbraio 2017

DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA: INIZIA IL NOSTRO VIAGGIO

Risultati immagini per camminoCODIPENDENZA: I NOSTRI COMPAGNI DI "STRADA"

Mi piace scrivere compagni di strada piuttosto che compagni di viaggio.
La strada rende più chiaro il cammino che ci aspetta. Non ci sono mezzi che possono facilitare questo percorso. Siamo noi con le nostre nuove capacità a camminare e a capire quando riposare, quando accelerare e quando camminare. Pensate, abbiamo la possibilità di chiedere a un compagno di vita di accompagnarci anche solo per un breve tratto sulla nostra strada.

Mi viene in mente una storia letta da bambina:

Un uomo percorreva la sua strada lungo la riva del mare. Accanto alle sue orme ci sono le orme del Signore che cammina con lui. Mentre il percorso continua, il viandante comincia a essere stanco, ha paura di cadere, di fermarsi e non riuscire più ad alzarsi. Ad un tratto sente dentro di sè una forza insperata che gli permette di continuare il cammino. Dopo un po' si accorge che le orme del Signore non ci sono più. Ed ecco la Sua preghiera. "Signore, prima quando il cammino e semplice e non avevo bisogno di Te,Tu mi camminavi al fianco e non mi hai mai lasciato. Ora che ho provato il dolore, la delusione, la stanchezza e la disperazione ho dovuto fare tutto da solo!!!

Il Signore nella Sua umiltà risponde: " Figlio, in questo momento difficile ti sto portando in braccio ed è per questo che non vedevi le mie impronte di fianco alle tue. Quelle che vedi sono le mie!!"

Sulla strada del recupero dalle dipendenze abbiamo degli amici che sanno e conoscono bene l'isolamento e la disperazione e che ora possono insegnarci l'amicizia e la forza.
Riconosciamo una fiducia nuova negli uomini. Vediamo la nostra anima specchiata nell'anima dell'altro. Nel gruppo troveremo accettazione e comprensione. Non critica e giudizio.

CONOSCERE SE STESSI PER AVERE RAPPORTI SANI CON GLI ALTRI

L'amore, il sostegno e la sicurezza che troviamo nel nostro gruppo di recupero dalla Codipendenza o dipendenza dagli altri ci danno la possibilità di esaminare i nostri caratteri e i nostri atteggiamenti co-dipendenti e scoprirne le cause. Impariamo ad accettare sostegno e guida da parte degli altri o di chi abbiamo scelto come Potere superiore (colui o colei o spirito religioso che ci riesce a fermare e a non cadere nella dipendenza). 

Riconosciamo che il nostro passato è stato difficile, accettiamo di scoprire dove tutto ciò è iniziato. Per molti di noi la causa potrebbe essere rintracciata negli abusi o nell'abbandono che hanno segnato le loro relazioni dell'infanzia.

Non è facile entrare nel nostro dolore ma dobbiamo accettare che è necessario riconoscere il nostro dolore come parte integrante della nostra vita da dipendenti.

Tutto ciò non riguarda solo la nostra infanzia, le nostre emozioni e il nostro fisico ma anche tutti gli aspetti della nostra vita sia sul piano sessuale, intellettuale che spirituale. Il nostro passato influisce sulla nostra vita da adulti per quel che riguarda tanto la nostra capacità di amare noi stessi e gli altri, quanto quella di essere amati. 

ALCOLISMO COME LA PENSA BILL : IL CAMBIAMENTO DI PERSONALITA'

IL SIGNIFICATO DEL CAMBIAMENTO DI PERSONALITA' PER UN ALCOLISTA


Oggi Bill ci parla di un argomento fondamentale per il cambiamento. Cambiare vuol dire fare qualcosa di diverso che non abbiamo mai fatto. Sentiamo Bill:
"Pensavamo che fossero le circostanze a spingerci a bere, e quando abbiamo cercato di correggere determinate situazioni e ci siamo accorti che non potevamo farlo quando e come volevamo, il bere ci ha preso la mano e siamo diventati alcolisti. Non ci è mai venuto in mente che era necessario cambiare noi stessi per far fronte alle circostanze, quali che fossero."

Le circostanze per un alcolista 


Ogni giorno la vita ci presenta situazioni difficili. Non possiamo far vinta di niente e quindi siamo costretti ad affrontarle. Per un alcolista tutto diventa insuperabile. Da un evento molto grave a una scaramuccia in famiglia l'alcolista combatte contro i mulini a vento.

L'insonnia, l'ansia, la debolezza nell'affrontare le giornate. La timidezza, le sconfitte, i lutti, le separazioni e i divorzi. La soluzione più facile è farsi aiutare dall'alcol. Se qualcosa non va come vorremmo noi, subito, ci cala addosso tutta la potenza dell'incapacità e dell'autogiudizio.

Ci sentiamo soli, stanchi e incapaci di trovare delle soluzioni adeguate ai problemi. "Mi sento con un grande peso sulle spalle", "la mia vita è difficile, mi ha riservato dolori troppo grandi".
"Al lavoro è arrivato un nuovo capo, mi tormenta, sono angosciato non riesco a lavorare."
Ecco il nostro amico! Colui che ci capisce e ci supporta. Colui che mi permette di essere più forte, di non pensare. Dopo tanto tempo è arrivata allegria e spensieratezza. Finalmente un amico per questa mia vita infelice. L'ALCOL!

Bere peggiora solo la situazione e siamo perfettamente consapevoli che presto arriveranno i sintomi della dipendenza da alcol.
Cambiare noi stessi è la chiave giusta. Il nostro alibi spesso è: "Non posso cambiare a 50, 60 oppure 40 anni!"

Non è così! Milioni di persone nel mondo lo fanno ogni giorno. Cambiare per noi significa salvarci la vita. E' necessario rendersi forte, comprensivo, decisionale, capace di sostenere le proprie opinioni e pensieri. Sapere cosa fare, cooperare per risolvere situazioni, umiltà nel chiedere aiuto e pareri a chi è più saggio di noi, essere il punto fermo della nostra famiglia. Essere onesti con se stessi e gli altri cercando di sopportare con dignità i dolori della vita.
Non ci è venuto mai in mente che il dolore si può sopportare. La nostra anima può allenarsi nel sostenere il dolore della vita e delle malattie.
Bill ci dà una speranza, una luce che brilla.

TODO CAMBIA-TUTTO CAMBIA" ci racconta una canzone di Mercedes Sosa. Ecco il testo sia in spagnolo che in italiano e il link in cui si può ascoltare la canzone.
“Cambia lo superficial
cambia también lo profundo
cambia el modo de pensar
cambia todo en este mundo
Cambia el clima con los años
cambia el pastor su rebaño
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Cambia el mas fino brillante
de mano en mano su brillo
cambia el nido el pajarillo
cambia el sentir un amante
Cambia el rumbo el caminante
aunque esto le cause daño
y así como todo cambia
que yo cambie no extraño
Cambia todo cambia
cambia todo cambia
cambia todo cambia
cambia todo cambia
Cambia el sol en su carrera
cuando la noche subsiste
cambia la planta y se viste
de verde en la primavera
Cambia el pelaje la fiera
cambia el cabello el anciano
y así como todo cambia
que yo cambie no es extraño
Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi pueblo y de mi gente
Lo que cambió ayer
tendrá que cambiar mañana
así como cambio yo
en esta tierra lejana
Cambia todo cambia
cambia todo cambia
cambia todo cambia
cambia todo cambia”.
——————————————-
Traduzione.
“Cambia ciò che è superficiale
e anche ciò che è profondo
cambia il modo di pensare
cambia tutto in questo mondo.
Cambia il clima con gli anni
cambia il pastore il suo pascolo
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia il più prezioso brillante
di mano in mano il suo splendore
cambia nido l’uccellino
cambia il sentimento degli amanti.
Cambia direzione il viandante
sebbene questo lo danneggi
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia
cambia, tutto cambia.
Cambia il sole nella sua corsa
quando la notte persiste
cambia la pianta e si veste
di verde in primavera.
Cambia il manto della fiera
cambiano i capelli dell’anziano
e così come tutto cambia
che io cambi non è strano.
Ma non cambia il mio amore
per quanto lontano mi trovi
né il ricordo né il dolore
della mia terra e della mia gente.
E ciò che è cambiato ieri
di nuovo cambierà domani
così come cambio io
in questa terra lontana.









lunedì 20 febbraio 2017

ALCOL E LAVORO


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Lavorare in sicurezza è un diritto e un dovere per tutti. 

Il lavoro in sicurezza

La legge prevede che è vietato assumere bevande alcoliche (art. 15 Legge 125 del 2001), se l’attività lavorativa svolta comporta un elevato rischio di infortuni sul lavoro oppure sulla sicurezza e sulla incolumità e la salute di altre persone. Pertanto l’alcolemia deve essere zero.

Chi svolge un’attività lavorativa a rischio elevato di incidenti per se e per gli altri non deve assumere bevande alcoliche prima e durante lo svolgimento della propria attività.
Infatti è necessario sapere che dopo l'ingestione di sostanze alcoliche, 

L'alcolemia raggiunge il punto massimo in circa mezz'ora se il consumo è stato effettuato a digiuno, o circa un'ora se la bevanda è assunta durante o dopo un pasto.
Mediamente occorrono da una a due ore per eliminare ogni unità alcolica bevuta.

Le conseguenze del consumo di alcol negli ambienti di lavoro


L’alcol può esporre a forti rischi di incidenti o infortuni anche in conseguenza di un singolo e occasionale episodio di consumo, spesso erroneamente valutato come innocuo per la salute e per la propria capacità di attenzione e reazione. È necessario essere consapevoli che bere alcolici sul luogo di lavoro può rappresentare un rischio per la sicurezza propria e dei colleghi di lavoro.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) stima che il 10-30% degli infortuni sul lavoro siano alcol correlati. 

Inoltre, l’effetto tossico di alcune sostanze presenti negli ambienti di lavoro è  potenziato dall’alcol e può causare danni in particolare al fegato, al sistema nervoso centrale e all’apparato cardiovascolare.
Per esempio, risultano dannose le seguenti associazioni: 
Alcol+Solventi (cloruro di vinile, eptano, benzolo, tricloroetilene)
Alcol+Pesticidi (DDt, Dieltrin, Organofosforici)  
Alcol+Metalli (piombo, mercurio, cromo, cobalto, manganese)
Alcol+Nitroglicerina

Le convinzioni sbagliate riguardo il consumo di alcol

Cerchiamo di chiarire alcune convinzioni sbagliate che tendono a favorire il consumo di alcol sul luogo di lavoro.

·         Molti consumano alcol dopo pranzo o durante il pasto pensando che l’alcol contribuisca alla digestione e che la favorisca. Niente di più errato! L’alcol rallenta la digestione e di conseguenza rallenta anche lo svuotamento dello stomaco.
·         Il vino fa bene ed è comune pensare che “fa buon sangue”. In realtà l’alcol è responsabile di varie forme di anemia e di aumento dei grassi presenti nel sangue.
·         Le bevande alcoliche sono dissetanti. Non è vero! Disidratano e aumentano la sensazione di sete
·         L’alcol da calore Non è vero! Produce una momentanea e ingannevole sensazione di calore con successivo raffreddamento del corpo e aumento del rischio di assideramento.
·         L’alcol da forza Non è vero! L‘alcol è un sedativo e produce soltanto una diminuzione del senso di affaticamento e della percezione del dolore.
·         L’alcol rende sicuri Non è vero! L’alcol disinibisce, eccita e aumenta il senso di socializzazione anche nelle persone più timide ma, superata l’euforia iniziale, agisce come un potente depressivo.

Alcol: Consigli per i lavoratori

E’ bene non assumere bevande alcoliche sia prima che durante qualsiasi attività lavorativa. Gli effetti dell’alcol sono imprevedibili, pertanto i postumi di eccesso del bere potrebbero verificarsi in occasione di lavoro.
L’assunzione di alcol è tassativamente vietata dalla legge quando si svolgono attività ad elevato rischio per se e per gli altri.Non offrire da bere alcolici a chi sta per svolgere un lavoro, e comunque non esercitare pressioni al bere nei confronti dei colleghi.
Durante le pause di lavoro, scegliere bevande analcoliche: i succhi di frutta sono particolarmente raccomandati perché aiutano a prevenire la stanchezza.
Se, per vari motivi, non bevi vino o birra, non devi cominciare a farlo in virtù di possibili effetti protettivi: le sostanze antiossidanti e comunque protettive in questione si trovano infatti in una grandissima varietà di prodotti ortofrutticoli!

Se ti accorgi di avere difficoltà a mantenere l’astinenza, in particolare sul lavoro, parlane con il medico aziendale

domenica 19 febbraio 2017

DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA

DIPENDENZA DAGLI ALTRI O CODIPENDENZA

Risultati immagini per immagini codipendenza

Pensi spesso a quello che rappresentano queste frasi?

SE SOLO LUI (LEI) CAMBIASSE, SAREBBE TUTTO PERFETTO!
NON RIESCO A REGGERE QUESTO DOLORE, QUESTE PERSONE, QUESTA GENTE E TUTTO QUELLO CHE MI STA SUCCEDENDO INTORNO!
 E' TUTTA COLPA MIA!
FINISCO SEMPRE IN RELAZIONI SBAGLIATE! 
MI SENTO SEMPRE VUOTO/VUOTA E SMARRITO/SMARRITA! 
 MA IO CHI SONO? NON MI RICONOSCO PIU'!
CHE COSA C'E' DI SBAGLIATO IN ME? 
La codipendenza ci provoca ansie profonde, tristezza e disperazione.

Al lavoro il nostro capo ci dice spesso che il nostro lavoro non va bene e noi non ribattiamo. Abbiamo paura e non sappiamo come fare, poi facciamo quello che vuole lui, sempre, anche se non siamo d'accordo. Fra gli amici: andiamo sempre a vedere ciò che piace al gruppo e mai quello  che vogliamo noi. Il nostro compagno ci fa sentire sbagliati, inadeguati, soffocati, continuamente derisi e umiliati.
La codipendenza è spesso presente nelle situazioni che ci fanno soffrire.

Un divorzio, una separazione, dei guai con la giustizia, problemi di salute, rendono le persone esauste, disperate devastate.

LA CODIPENDENZA E' LA MADRE DI TUTTE LE DIPENDENZE.

La codipendenza è una malattia che danneggia l'anima, essa colpisce la nostra esistenza individuale e quella della nostra famiglia, dei nostri figli, degli amici e dei parenti, danneggia il nostro lavoro, la nostra professione, la nostra salute e la nostra crescita spirituale; è un male debilitante e se non viene curato ci fa diventare ancora più distruttivi nei confronti nostri e degli altri. In molti essa è arrivata a uno stadio tale da costringerli a chiedere aiuto.

LA CODIPENDENZA: L'INIZIO DELLA CURA.

Tutto inizia con un onesto sguardo a noi stessi.

segue.........



ALCOLISMO: COME LA PENSA BILL

ALCOLISMO: 

COME LA PENSA BILL

Vorrei presentarvi Bill e il suo pensiero. L'uomo che ha salvato e sta salvando milioni di persone dalla dipendenza da alcool.


Spesso si è detto che noi, alcolisti anonimi, siamo interessati solo all'alcolismo. Non è vero. Per sopravvivere, dobbiamo smettere di bere. Ma chiunque conosca da vicino la personalità dell'alcolista sa che un vero bevitore non smetterà MAI di bere in modo permanente senza un cambiamento profondo della sua personalità. (pag. 1)
Il cambiamento nel percorso di recupero per un alcolista è fondamentale. Il cambiamento deve essere profondo. Questa parola mi fa venire in mente la frase "TOCCARE IL FONDO".

Toccare il fondo della propria vita e della propria esistenza è doloroso. E' un profondo che fa male, molto male. In medicina, per guarire una ferita è necessario disinsfettarla. E tutti ricordiamo come brucia il disinfettante. Più la ferità è profonda e più bisogna darle cura per evitare che si infetti.

Cosa aspettiamo a disinfettare la ferita della nostra anima? Andare giù, nel profondo del nostro cuore e della nostra anima. Cosa troveremo? Cosa dobbiamo cercare? Cosa vogliamo cercare?
Molti di noi non lo sanno e quindi non cercano neanche. Non provano, non scavano, non vanno in profondità..Ma siamo specialisti del fondo sabbioso. Sappiamo benissimo dove è il fango e ci piace.
Ci nascondiamo dietro il fango e non chiediamo aiuto per uscire. Il fango schizza non solo su di noi ma anche sulle persone che amiamo ma quello non lo guardiamo, non lo vediamo.
E' SOLO IL NOSTRO FANGO CHE CONTA.

Pochi sanno che sotto il fango c'è sempre una sorgente. Piccola, un rivolo quasi, forse non basta neanche a dissetare, forse è fredda, forse è calda. Nel deserto della nostra anima rappresenta la vita.
La vita. La vita. La vita. LA SOPRAVVIVENZA. Chi di noi se fosse in pericolo di vita, ad esempio in mare, non lotterebbe per salvarci? Tutte le nostre energie le mettiamo li. NON VOGLIAMO MORIRE!!! Lotteremmo fino allo sfinimento per salvarci.

E QUI? E NOI? SCEGLIAMO DI NON LOTTARE, DI NON NUOTARE, DI NON SALVARCI.

E' QUESTO CHE FA L'ALCOOL....CI TOGLIE L'ISTINTO DELLA SOPRAVVIVENZA.

Arrivano i soccorsi, c'è una barca, la speranza rinasce, forse..................................................VITA.
Arrivano i soccorsi, ti tendono la mano, ci portano in clinica, ci portano ai gruppi e NOI...............................................................................................................................MORTE!!!
Andiamo nel profondo di noi stessi. L'ancora è nel fondo............





sabato 18 febbraio 2017

IL DIALOGO AMOROSO DEL DIPENDENTE

IL DIALOGO AMOROSO PIU' PERICOLOSO CHE CI SIA:
il dipendente e la Sua amata


LA LUNA DI MIELE
  • DIPENDENTE DA SOSTANZA: EROINA, COCAINA, ECT...

Presto, non posso mancare all'appuntamento. Se non mi preparo non la trovo più. Va via e poi come faccio? E se trova qualcun altro? E se poi si sporca e non è più pulita? NON HO BISOGNO ALTRO CHE DI TE! Il resto non conta! Sei mia, sei la mia amata! Non penso altro che al piacere che mi darai. Ai sogni che mi farai immaginare. Ai luoghi meravigliosi che mi farai visitare...Non voglio tornare indietro. TI PREGO..non lasciarmi.

  • DIPENDENTE DA ALCOOL

Non ho fretta, so che mi aspetterai. So che non andrai via. So dove trovarti. Sei facile da trovare, mia amata. In ogni angolo, in ogni via, in ogni vicolo, in ogni spiaggia, in ogni...... sei lì ad aspettarmi! Immagino il tuo abito. Come sarà? Rosso, bianco, nero, ambrato, trasparente...E il tuo odore!!!! Inebriante, frizzante, fruttato, sa di campi coltivati, di tramonti rosati, di grappoli maturi, di malto. L'odore dolciastro del mosto, la vendemmia. Sei di compagnia, sei allegria, sei....NON HO BISOGNO ALTRO CHE DI TE......Ma il sapore amaro, il mal di testa, la nausea...Non importa! TI PREGO...NON FARMI MALE.

  • DIPENDENTE DALLA LUDOPATIA O GIOCO

Ecco il rumore argentino delle monete. Che rumore soave. Sul mio viso un sorriso. Ti accarezzo e ti picchio. Ti adoro e ti odio. Dove ti trovo? In ambiti protetti...ma quanti fai felici? Quanti rendi ....ricchi!!! Solo io, mia adorata; solo a me devi dare il tuo piacere...In quanti modi mi ami: il tavolo verde, foglietti colorati da grattare, macchine colorate.....NON HO BISOGNO ALTRO CHE DI TE!!

  • DIPENDENTE DA SESSO
Un corpo, due corpi, mille corpi. Un video e ancora corpi. Un'eccitazione, un'eforia, un'amplesso....in solitudine...NON HO BISOGNO ALTRO CHE DI TE...Sulle strade ti trovo: giovane, bianca, nera, europea, africana..al freddo, al gelo, al sole, sotto la pioggia. I tuoi tesori mi dai...Una donna, due donne, mille donne....Un uomo, due uomini, mille uomini. Essere amata da te, desiderata, accarezzata, piacere argentino, musicale, continuo.....arrivo da te uomo, ovunque tu sia!! NON HO BISOGNO ALTRO CHE DI TE!

  • DIPENDENTE DA CIBO
Cioccolato fondente, al latte, bianco. Gelato fresco e dolce...Pane, pizza, e ancora pane e pasta..
Mi riempio, non sono più vuota, non sento più quel dolore profondo. Il dolce sulla mia lingua è piacere intenso..Quanta scelta, quanti gusti, quanti sapori..che bello! che buono! Ti amo! NON HO BISOGNO ALTRO CHE DI TE!

segue.....

venerdì 17 febbraio 2017

LA POESIA DEL DIPENDENTE

BIANCA


Ti ho sempre chiamato Bianca, anche se il tuo cuore irrorava carbone.
Eri un fiore quando mi tenevi compagnia,
mi davi calore ed allegria,
ti ho portato in tutti i posti che tu forse già conoscevi,
al sole, al mare, sulle panche come pure sulle barche,
qualche volta abbiamo toccato gli infranti campi bruciati,
strade sterpate, colline isolate, ma con te eravamo sempre in alto.
Quando poi scendevamo dalle stelle e tu mi sfuggivi,
e dopo tanto girovagare ti facevi ancora trovare!
Tu, armata del tuo profumo, io con acqua e armatura, tante volte
ho cercato di difendermi e tu non avevi neanche paura,
tanto sapevi che ti avrei sempre bagnata, adagiata su un letto,
forse di cristallo, forse di acciaio, su un cuscino di seta ti appoggiavo,
ti inebriavi dallo sparire per poi nelle vene risalire, Bianca,
Bianca amica mia.
Ora sei di nuovo mia, ti ho persa nel tempo, vissuto dimenticandoti,
ora forse non sei più bianca, non sei più unica come era unico
il nostro ritrovarci,
qualcuno, forse per dimenticarti, ti ha cambiato nome,
ti ha cambiato colore, ma vivi sempre nel mio cuore,
un cuore che ti acclama e tanto ti reclama,
hai spezzato tante vite in quella ricerca perenne di capire e di capirti
ma stanne certa Bianca, marrone, grigia o siriana,
una spada sempre ti infilzerà, mai uscirà sangue dal tuo corpo di fiore,
ma anzi sarai fiera di dare calore.
Io ormai ti penso poco, non ho tempo per invocarti,
ho sconfitto anche il chiamarti, ora non sei più mia,

ma so che sei eroina.

mercoledì 15 febbraio 2017

LUDOPATIA: LA CURA

LUDOPATIA: LA CURA 



DALLA LUDOPATIA NON SI GUARISCE MA SI PUO' CURARE


Oggi vorrei scrivere un articolo che dia speranza alle persone affette da ludopatia. Come da tutte le dipendenze non si può guarire ma ci si può curare. Ad esempio, un diabetico sarà sempre una persona che soffre di diabete ma può curarsi con l'insulina. Dovrà poi misurare giornalmente il valore della glicemia e dovrà seguire una dieta facendo attenzione agli zuccheri.

Il dipendente dalla ludopatia può curarsi ed avere sotto controllo la malattia. MALATTIA. Perchè è di questo che si tratta.  

Il "vizio" del gioco non esiste.  


La ludopatia spesso progredisce nel corso del tempo. Alcune persone diventano dipendenti rapidamente, mentre per altre la dipendenza si instaura lentamente nell’arco di alcuni anni. Molti negano o minimizzano la loro dipendenza ed entrano in trattamento solo a seguito di una  pressione esterna della famiglia, del  datore di lavoro, o del sistema giudiziario. 

La cura inizia con il ricovero in una comunità esperta in dipendenze comportamentali. In caso vi sia concomitanza di dipendenze da sostanze o da alcool è necessario il ricovero per la disintossicazione in una clinica specializzata. Questo ricovero avviene in regime sanitario. Occorre la prescrizione del medico curante per entrare in clinica. 

Purtroppo le comunità di recupero per le dipendenze comportamentali non sono gratuite. Il grande problema delle persone affette da ludopatia è la mancanza di mezzi economici.


La motivazione al cambiamento spesso è minima durante le prime fasi del trattamento . Va chiesto  ai dipendenti di descrivere le loro ragioni attuali per essere in trattamento e il loro livello di motivazione a smettere. 

La componente  psicologica di questa malattia si manifesta con  sintomi mentali o comportamentali, come essere ossessionati dal desiderio di giocare oppure dal comportamento compulsivo.  La componente sociale di questa malattia consiste  in problemi familiari, relazionali, sul  lavoro e nella vita. Nella forma più grave la dipendenza può impossessarsi della intera vita del soggetto affetto da ludopatia.  

Il trattamento della dipendenza è un processo di lunga durata costituito da astinenza + cambiamento.

LE PRIME FASI DELLA CURA DELLA LUDOPATIA: IL GRUPPO DI CONDIVISIONE

Gli incontri di gruppo della sono predisposti per fornire ai pazienti un contatto supportivo relativamente frequente con il counselor e con gli altri membri del gruppo; per spiegare ai pazienti i concetti chiave della ludopatia e del processo di trattamento;  per aiutare i pazienti a capire come possano essere a rischio di ricaduta  e a sviluppare quindi strategie per prevenirla. 
Il programma di gruppo aiuta i pazienti a rafforzare la capacità di stabilire e mantenere l'astinenza (cioè non giocare), a sviluppare il  loro senso di responsabilità  per stare in trattamento, a costruire  relazioni interpersonali di supporto e a mantenere costante la partecipazione a gruppi di auto aiuto come giocatori anonimi o altri gruppi di supporto. Potete trovare maggiori informazioni cliccando su questo link  Collegamento al sito dei Giocatori anonimi Italia. La frequenza al programma dei  12 passi dei giocatori anonimi aiuta la guarigione dalla ludopatia. Mi riservo in un prossimo articolo di approfondire il mondo dei gruppi di auto-aiuto.

Fase  di accoglienza   
All’inizio di ogni incontro i pazienti si presentano fornendo i loro nomi, ammettendo che sono stati dipendenti da ludopatia o da  altre sostanze (se rilevante) indicando l'ultimo giorno che hanno usato, discutendo brevemente di situazioni di forte craving, di una pericolosa vicinanza all’uso o di situazioni recenti di utilizzo del gioco. Questa fase richiede  all'incirca tra i 10 e i 20 minuti. 

Presentazione  dell'argomento  dell'incontro e degli obiettivi

Il counselor di gruppo introduce brevemente l'argomento e gli obiettivi dell'incontro in modo che i partecipanti abbiano  un idea dei temi specifici che saranno esaminati. Il counselor  di gruppo distribuisce delle schede ai partecipanti, chiedendo loro di completare le  check list o di rispondere alle domande. Tutto ciò richiede 10 minuti.

Presentazione delle esperienze  e delle risposte dei partecipanti alle schede 

Il counselor di gruppo introduce l' argomento e l'obiettivo dell'incontro e coordina il gruppo nella discussione. I partecipanti sono incoraggiati a condividere le loro esperienze e il counselor di gruppi li spinge a mettere in risalto la relazione tra le esperienze dei partecipanti e l'argomento discusso dal gruppo. 

Presentazione del piano per la settimana successiva 

Il counselor di gruppo chiede ad ogni partecipante di dichiarare brevemente le azioni che intraprenderà nella settimana successiva per facilitare la sua guarigione  dalla dipendenza. I membri del gruppo possono enumerare gli incontri di gruppo a cui parteciperanno e gli altri passi che intraprenderanno nel trattamento. Questo richiede dai 10 ai 15 minuti. 

Ecco che il gruppo diventa il compagno di viaggio del dipendente. I gruppi di auto-aiuto e i gruppi psicoeducazionali sono fondamentali nel processo di recupero del dipendente.










lunedì 13 febbraio 2017

LUDOPATIA O DIPENDENZA DAL GIOCO

SINTOMI DELLA LUDOPATIA O DIPENDENZA DA GIOCO


LUDOPATIA : SINTOMI CHE DEVONO DESTARE SOSPETTO

Il primo sintomo di una dipendenza da gioco o ludopatia è l'eccessivo uso di giochi o di attività in cui si investe una somma di denaro per ottenere una vincita. I giochi più comunemente usati da coloro che soffrono di ludopatia sono: video-lottery, video poker, slot-machine, gratta e vinci e altre lotterie nazionali o scommesse e giochi di pronostico. In alcuni casi la dipendenza può spingere a frequentare ambienti come ad esempio i casinò. Spesso associata alla ludopatia  vi è anche una dipendenza da alcool, sostanze e sesso.
Il dipendente da gioco comincia a vivere ossessionato dalla ricerca di occasioni di gioco. Giocare diventa lo scopo fondamentale della propria vita ed è ossessionato dall'azione vera e propria del gioco.

Il secondo sintomo è la modificata tolleranza al gioco da parte della persona che soffre di ludopatia.
Raggiungere l'effetto desiderato di piacere, raggiungerlo più facilmente oppure non essere più capace di controllare l'entità delle giocate diventa la sofferenza del ludopatico.

La terza fase è l'incapacità a ridurre o a interrompere le occasioni di gioco: ad esempio, non saper controllare il comportamento, quanto spesso si giochi, o giocare molto più del previsto. 

LUDOPATIA: LA CONTINUA RICERCA DEL PIACERE

Il piacere che si ricava dal continuo ripetersi del comportamento di ludopadia comincia a nutrirsi di necessità impellente di giocare sempre di più. A livello emozionale il ludopatico è su di giri, si sente onnipotente e capace di compiere qualsiasi gioco con la sicurezza della vincita. 
Diventa però necessario trovare occasioni di gioco e se non ci riesce compaiono irritabilità, ansia, agitazione e depressione. Per lenire l'insistenza di questi sintomi il dipendente della ludopatia potrebbe cominciare ad usare altre sostanze e comunque cercherà sempre di prevenire il bisogno di giocare poichè esso non è più tollerato. Il bisogno di gratificazione diventa un'ossessione vera e propria. Il piacere si trasforma in un incubo. 

LUDOPATIA: L'INCUBO INIZIA

I famigliari cominciano a percepire segnali poco rassicuranti. Trovano molte ricevute di gioco, alcune voci insinuano che LUI/LEI trascorre molto tempo in un bar, anche durante l'orario di lavoro.
Il ludopatico continua imperterrito nel suo comportamento, anzi niente lo può fermare, non c'è niente che non vada. Non è ancora consapevole del problema, è ancora tutto sotto controllo. NON VUOLE ESSERE FERMATO.

LUDOPATIA: SENZA VIA DI USCITA

La vita privata ruota solo e soltanto intorno al comportamento. Non si ha più tempo per gli amici, si trovano scuse per allontanarsi da casa. Il denaro finisce. Bisogna procurarselo a costo di qualsiasi cosa. Chiedere prestiti ad amici oppure a famigliari inventando bugie su bugie è l'ossessione del momento. Perdere il lavoro a causa delle numerose assenze, fingere in famiglia che vada tutto bene rende il dipendente da ludopatia altamente pericoloso. Le reazioni potrebbero essere tante ma comunemente la prima cosa che il ludopatico fa è provare a smettere o a ridurre la necessità del gioco. Purtroppo inutilmente. La sua fase di euforia lo può portare a decisioni estreme (rapine, furti, ricatti, appropriazioni indebite, ecc...).







sabato 11 febbraio 2017

WORKSHOP FAMIGLIARE PER LE DIPENDENZE COMPORTAMENTALI

COSA SONO I WORKSHOP PER LE DIPENDENZE?

I workshop sono incontri in cui, ad un gruppo di pazienti e di loro familiari,  sono fornite informazioni specifiche sulla dipendenza e sul trattamento.

I familiari sono incoraggiati ad esprimere i loro pensieri, dubbi e sentimenti.

Di solito dopo il workshop alcuni familiari hanno delle domande personali o delle questioni che desiderano discutere con il conduttore che è disponibile a fornire tutte le informazioni e il supporto necessario.

I workshop hanno in genere una durata di un pomeriggio o una giornata intera.

I CONTENUTI DEI WORKSHOP

I contenuti del workshop toccano tutte le problematiche legate alla dipendenza. Vediamo nel dettaglio i vari argomenti.

Le informazioni generali sulla dipendenza riguardano i sintomi, le cause e i concetti teorici di base (ad es. differenti livelli di gravità e di problematicità connessi all’uso di sostanze, ossessioni, compulsioni, tolleranza, comorbilità psichiatrica, etc).

Un'attenta analisi degli effetti dei danni derivati dall’uso di sostanze stupefacenti e dai comportamenti dipendenti (sesso, gioco, ecc..). è necessaria. Le conseguenze si ripercuotono sull’individuo, sul sistema familiare e sui suoi singoli componenti, compresi i bambini.
Il workshop continua informando i famigliari sul trattamento di cura e sui problemi connessi al trattamento (fisici, psicologici, emotivi, sociali, familiari, spirituali, ed altro) e  valutazione dei  risultati.

La famiglia può essere d’ aiuto evitando i comportamenti collusivi e favorire quelli che possono essere utili a supportare il recupero del familiare dipendente.

Grande importanza rivestono le informazioni riguardanti il modo con cui un familiare può superare le conseguenze negative della dipendenza  e il coinvolgimento in un rapporto assoluto con un parente dipendente.

IL DIPENDENTE DA SESSO E LA FAMIGLIA

LA DIPENDENZA DA SESSO E LA FAMIGLIA DEL DIPENDENTE

La dipendenza sessuale provoca nella famiglia del dipendente un impatto totalmente distruttivo e pericoloso. Soprattutto, attraverso grandi sofferenze, provoca l'irrimediabile rottura dell'equilibrio famigliare.

Inoltre con l'intento di aiutare il dipendente i famigliari possono mettere in atto dei comportamenti che alla fine hanno un impatto negativo.
Tuttavia il ruolo della famiglia nel processo di recupero è fondamentale.

COME LA FAMIGLIA PUO' AIUTARE IL DIPENDENTE SESSUALE

Il coinvolgimento della famiglia o delle persone importanti per il dipendente sessuale in incontri individuali oppure multi famigliari può ridurre il rischio di ricaduta.

Gli incontri possono venire supportati da Counselor (specialisti della relazione di aiuto e dell'automiglioramento) oppure da persone che hanno seguito un particolare percorso che li rende esperti nelle strategie di auto aiuto. Questo coinvolgimento può portare a benefici potenziali.

Vediamo nel dettaglio quali sono questi benefici.

INCONTRI INDIVIDUALI CON O SENZA IL DIPENDENTE


  1. Integrare la famiglia nel percorso di cura permette al counselor di conoscere la famiglia del dipendente sessuale, di osservare l'interazione fra i vari componenti e al tempo stesso raccogliere informazioni importanti dalla famiglia stessa.
  2. L'appoggio famigliare diventa fonte di motivazione per il dipendente da sesso. Pur di non deludere le aspettative della famiglia il paziente può mantenere la sobrietà anche in periodi di poca motivazione.
  3. La famiglia può finalmente verbalizzare ed elaborare le idee, le ragioni e le emozioni relative alla dipendenza del famigliare.
  4. Il dipendente può rendersi conto di come la famiglia vive la sua dipendenza.
  5. I famigliari possono essere informati sulla presenza di gruppi di auto aiuto per le famiglie di dipendenti.
  6. Con questi incontri i famigliari imparano a riconoscere i comportamenti disfunzionali e gli viene insegnato come evitarli.
  7. Gli atteggiamenti e i comportamenti corretti diventano punti di forza dell'aiuto delle famiglie al dipendente.
  8. I familiari possono apprendere delle  strategie per prendersi cura di loro stessi,  in modo che i benefici del trattamento  non siano diretti esclusivamente  alla persona dipendente.
  9. I membri della famiglia con disturbi psichiatrici o di dipendenza, che hanno  loro stessi necessità di un supporto, possono essere incoraggiati a cercare aiuto e  possono essere facilitati nel contatto con uno specialista.  
  10. La famiglia può ricevere informazioni e supporto da altre famiglie, cosa che può aiutare a ridurre il peso di questa esperienza.  Si possono condividere la rabbia, il dispiacere, la confusione od  altre reazioni emotive e  si possono stemperare delle  sensazioni fortemente  negative.  



giovedì 9 febbraio 2017

DIPENDENZA SESSUALE: COME GUARIRE

Primo passo per guarire dalla dipendenza sessuale

La prima cosa da fare per intraprendere un percorso di cura è FERMARE LA DIPENDENZA SESSUALE. Fermare la dipendenza vuol dire capire la dipendenza.

Poichè il dipendente da sesso non riuscirà mai a "fermarsi" da solo, saranno le persone che sono accanto a provvedere a questa prima fase. Usare accorgimenti per evitare che il soggetto che soffre di dipendenza sessuale continui ad usare. Vietare l'uso del cellulare, dei siti di incontri e di scambio e quindi di internet, verificare se nel computer ci siano film hard o immagini hard.

Secondo passo

 La seconda cosa da fare è cercare una comunità terapeutica esperta nel trattamento della dipendenza sessuale. E' necessario, infatti, che il dipendente sessuale venga isolato dall'ambiente circostante e cioè dalla famiglia, dal lavoro, dagli amici.
Dopo il ricovero il dipendente inizierà un percorso di cura che lo aiuterà a ritrovare la propria integrità e pienezza della solitudine (dare del tu a se stesso). Il vuoto che tortura il paziente affetto da dipendenza sessuale non è connesso alla presenza/mancanza dello stimolo sessuale, quanto piuttosto con la mancanza di se a se stessi.

NELL'ARTICOLO SOTTOSTANTE POTRETE TROVARE ULTERIORI INFORMAZIONI SULLA DIPENDENZA DA SESSO.
DIPENDENZA DA SESSO

mercoledì 8 febbraio 2017

DIPENDENZA DA SESSO

La dipendenza da sesso fa parte delle nuove dipendenze comportamentali. Facciamo chiarezza rispondendo alcune domande.

Chi è il dipendente da sesso?

E' uomo o donna. La dipendenza ha inizio in molti casi nella fase adolescenziale o nel corso della prima età adulta. La dipendenza da sesso ha un decorso cronico caratterizzato da momenti di remissione e momenti di peggioramento.

Come si manifesta la dipendenza da sesso?

Il primo segnale che indica la dipendenza da sesso è l'eccessiva ricerca di siti pornografici o l'eccessiva visione di film porno anche da dvd. 
La persona che soffre di dipendenza da sesso trascorre molto tempo praticando questa attività.
L'aumento del tempo dedicato aumenta in maniera progressiva. Il desiderio diventa un bisogno irrefrenabile. Il pensiero è polarizzato esclusivamente su questa attività penalizzando la vita affettiva.

La seconda fase è la masturbazione che comincia a diventare ossessiva. La persona ha  sempre più bisogno di concretizzare il piacere e comincia utilizzando il proprio corpo. In alcuni casi la masturbazione, nella dipendenza da sesso, diventa compulsiva. Non se ne riesce più a fare a meno. 
L'esperienza del piacere non basta più a soddisfare il desiderio, se ne desidera sempre di più, fino alla perdita del controllo.

La terza fase è caratterizzata dalla ricerca compulsiva di fare sesso con un partner diverso dal normale compagno di vita. Si comincia ad utilizzare strumenti che permettono di incontrare persone come ad esempio chat, siti di scambio coppie, inserzioni giornalistiche. Si cercano situazioni estreme di sesso come scambi di coppia, partecipazioni a gang, frequentazione prostitute. Il pudore viene azzerato. Si può arrivare anche ad accettare sesso bisessuale o omosessuale pur di soddisfare il proprio piacere.

Quali sono le conseguenze della dipendenza da sesso?

Conseguenze fisiche: pericolo per trasmissione di malattia sessualmente trasmesse come AIDS, sifilide, candida, vaginite, epatite ABC.

Conseguenze affettive: infedeltà verso il coniuge, separazione o divorzio, perdita della possibilità di vedere i propri figli.

Conseguenze emozionali: perdita del pudore, senso di vergogna, paura di essere scoperti, ricerca sconsiderata di piacere continuo, senso di colpa.

Conseguenze sociali: perdita del lavoro, abbandono delle amicizie usuali, abbandono delle occasioni sociali se non finalizzate allo scopo sessuale, possibilità di incontrare le persone con cui si è usato in ambienti frequentati dalla famiglia (scuola, palestra, medico di famiglia, ecc. ecc)

Conseguenze economiche: spesa di ingente denaro per reperire escort, prostitute, centri massaggi equivoci, pagamento di camere di hotel,.

TORTO O RAGIONE: IL VERDETTO FINALE trasmissione in onda su RAI1 ha dedicato un dibattimento il cui tema è proprio la dipendenza da sesso. Ecco il link:
DIPENDENZA DA SESSO SU RAI1


sabato 4 febbraio 2017

UN AIUTO PER LE DIPENDENZE


Non siamo più soli. Non siete più soli. Sono qui per darvi un'aiuto per le dipendenze.

Il senso di vuoto, la sensazione di sentirsi solo e la sofferenza che le dipendenze provocano possono essere alleviate. Dietro corpi e vite lacerate vedremo la bellezza della rinascita e dell'aiuto che possiamo ricevere e che possiamo darci.

Impareremo insieme il significato delle nostre sofferenze indicibili; impareremo ad accettarle e ad alleviare il loro peso.

ADDICTION= dipendenza. E' il termine che traduce in inglese la nostra sofferenza.

Droga, alcool, sesso, gioco sono solo alcune delle dipendenze che ci affliggono. E' il nostro appoggio e il nostro aiuto che ci dà la forza di affrontare il mondo, la famiglia, il lavoro, la quotidianità, la sofferenza.

L'angoscia dell'abbandono viene alleviata solo dalla sostanza o dal comportamento compulsivo. E' il piacere che si occupa di noi, ci sostiene, ci dà aiuto e ci placa.

E' un dolore che è cronico dentro di noi. Non siamo più noi....Dove siamo? Dove andiamo? COSA CI DA' DI CONCRETO LA NOSTRA DIPENDENZA?

AIUTO DIPENDENZA ci darà la possibilità di lavorare su di noi e di renderci capaci di auto sostenerci.

AIUTO!AIUTO!AIUTO! 

E 'il nostro motto...Lo riceveremo e lo daremo....

BUON CAMMINO....