sabato 25 febbraio 2017

DIPENDENZA: SOSTANZE STUPEFACENTI E LAVORO

LE GRAVI CONSEGUENZE DELLA DIPENDENZA DA SOSTANZE STUPEFACENTI SUL LAVORO

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COSA SONO LE SOSTANZE STUPEFACENTI?

Il termine “droga” conosce definizioni diverse a seconda dei criteri utilizzati per identificarlo. 

Dal punto di vista farmacologico, l’espressione “droga” si riferisce a qualsiasi sostanza, sintetica o naturale, la cui assunzione provoca una modificazione della coscienza e della percezione dell’umore. 

Dal punto di vista legale, vengono definite droghe le sostanze contenute in un elenco che periodicamente viene aggiornato dal Ministero della Salute. In pratica ciò vuol dire che una droga non viene considerata illegale finché non viene approvato il relativo provvedimento ministeriale anche se, da un punto di vista farmacologico, può comunque essere considerata una sostanza pericolosa.


Le conseguenze legate all’uso di sostanze stupefacenti

Numerose sono le sostanze in circolazione e diversi i nomi con cui vengono chiamate, nomi che spesso cambiano da zona a zona.
Le droghe possono essere classificate in base agli effetti ricercati da chi le usa: 

allucinogene, in quanto stimolano alterazioni della percezione o della interpretazione della realtà (mescalina, LSD, DMT, ecstasy, cannabinoidi); 

stimolanti, in quanto stimolano l’attività cerebrale (cocaina; amfetamine; caffeina); 

sedative, in quanto deprimono e/o calano l’attività cerebrale (alcol, oppioidi come l’eroina)

L’assunzione contemporanea di più sostanze, incluso l’alcol, può potenziare l’effetto ricercato e, soprattutto, può renderle più pericolose.

Le sostanze stupefacenti in dettaglio:

HASHISH E MARIJUANA 

Sono derivati della canapa indiana e rappresentano due delle sostanze più diffuse.

Possono produrre 
  • perdita di memoria e della capacità di apprendimento
  • perdita di motivazione
  • attacchi di panico, ansia, alienazione
  • scatenano patologie psichiatriche come la schizofrenia, le ossessioni e la difficoltà di controllo. 
  • Inducono calo della motivazione e della voglia di fare, oltreché subdole forme di dipendenza.

COCAINA

È una sostanza stimolante di uso sempre più diffuso. 

  • Porta a non controllare le reazioni emotive e a sviluppare forme di aggressività, inducendo spesso a condotte violente o a comportamenti pericolosi verso sé e gli altri. 
  • Provoca manie di persecuzione e deliri di onnipotenza, seguiti da gravi stati di depressione, di nervosismo e di ansia (il famigerato “down”). 
  • Inoltre, aumentando la pressione sanguigna e il battito cardiaco, determina rischi di infarto e di ictus. 
  • La cocaina genera una forte dipendenza che conduce a un bisogno di dosi sempre maggiori e ravvicinate nel tempo.

ECSTASY


La MDMA (il nome chimico dell’ecstasy) provoca danni irreversibili al sistema nervoso centrale e, in casi particolari, la morte dell’assuntore che l’abbia utilizzata anche per una sola volta. Altri sintomi sono tachicardia, convulsioni, malattie del fegato, attacchi di panico prolungati, psicosi acute o croniche, depressione.

LSD E ALTRI ALLUCINOGENI (mescalina, peyote, psilocibina, ecc.
Queste sostanze agiscono in maniera devastante sul sistema nervoso centrale, creando pericolosi stati allucinatori. 
  • Aumentano anche i battiti cardiaci, creano vertigini, nausea, stati di ansia, panico e deliri di persecuzione. 
  • Possono portare a danni psichici permanenti anche a bassi dosaggi e già dalla prima assunzione.

EROINA

  • L’eroina è un narcotico che deprime il sistema nervoso centrale e provoca, fin dalle prime assunzioni, una fortissima dipendenza e violente crisi di astinenza. 
  • L’eroina modifica le funzioni della memoria, altera il ritmo sonno/veglia e le sensazioni di fame, freddo e caldo. 
  • Tra le sue conseguenze: apatia, nausea, vomito, progressiva perdita dei capelli e dei denti, infertilità, flebiti. 
  • In caso di overdose, l’eroina porta alla morte per depressione respiratoria e arresto cardiaco

Sostanze stupefacenti e lavoro

La norma stabilisce che, poiché l’assunzione anche occasionale di sostanze stupefacenti e psicotrope comporta un rischio sia per il lavoratore che per soggetti terzi, deve essere applicato il principio di cautela conservativa, prevedendo una non idoneità dei lavoratori a svolgere mansioni a rischio nel caso in cui usino sostanze psicotrope e stupefacenti anche al di fuori dalla attività lavorativa, indipendentemente dallo stato di dipendenza. 

Pertanto obbliga il datore di lavoro ad accertarne l’assenza di assunzione, anche solo sporadica, per lavoratori le cui mansioni comportino rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute propria e di terzi e individuate dalla Conferenza Unificata del 30/10/2007.

Uno dei principi fondamentali negli accertamenti di “assenza di tossicodipendenza” è l’affidabilità dei test e la correttezza della procedura applicata, al fine di evitare giudizi errati che porterebbero a conseguenze gravi per il lavoratore dal momento che, in caso di esito positivo, lo stesso verrebbe sospeso immediatamente dalla mansione svolta fino a quel momento.

NORMATIVA
Il Provvedimento 30/10/2007 individua le categorie di lavoratori interessati dalla normativa

1° gruppo - addetti all’impiego di gas tossici, alla fabbricazione e utilizzo di fuochi d’artificio e alla direzione e conduzione di impianti nucleari. 

2° gruppo – mansioni inerenti le attività di trasporto: possessori di patenti C, D, E e coloro per i quali è richiesto il certificato di abilitazione o di formazione professionale (taxisti, autisti a noleggio, trasporto di merci pericolose); addetti alle ferrovie, personale navigante, piloti aerei, controllori di volo; conducenti, conduttori, manovratori, e addetti agli scambi di altri veicoli con binario, rotaie e apparecchi di sollevamento, esclusi i manovratori di carroponte con pulsantiera a terra e di monorotaie; addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti; addetti alla guida di macchine di movimentazione terra e merci. 

3° gruppo: riguarda gli addetti del settore degli esplosivi





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