giovedì 23 marzo 2017

DIPENDENZA DA ALCOL: VIVERE CON UN ALCOLISTA

Una situazione difficile: vivere con un alcolista


Si stima che in Italia le persone che vivono a contatto con alcoldipendenti siano circa un milione, molte delle quali sono donne.

Da un punto di vista statistico, in Italia si tratta della situazione più frequente. Naturalmente, le informazioni qui riportate valgono anche per gli uomini che vivono con una compagna alcoldipendente. 


Vivere con una persona dipendente dall’alcol non è semplice. Le compagne di uomini con problemi di alcol si trovano spesso in situazioni difficili, talvolta disperate. 
I ripetuti tentativi di aiutare il partner ad affrontare e risolvere i suoi problemi, e la continua messa in discussione del proprio ruolo, possono esaurire le forze di una donna.

 Speranza, disperazione, amore, odio, collera, senso di colpa… tante sono le emozioni che coesistono, con conseguenze negative sullo stato d’animo, sulla qualità del sonno e sulla salute fisica. Sensi di colpa e vergogna inducono sovente la donna ad isolarsi dalla vita sociale, trascurando le amicizie e le relazioni con altre persone e mettendo i propri bisogni e desideri in secondo piano. 

Con il tempo, la donna può perdere la speranza e cadere in preda ad un senso di solitudine, disperazione ed impotenza.


Comprendere il proprio coinvolgimento (La codipendenza)........

Di pari passo all’evoluzione della malattia del partner, nella compagna può svilupparsi un processo di codipendenza. La codipendenza consiste in una serie di atteggiamenti e di reazioni che vengono adottate spontaneamente per tentare di aiutare il partner, con grande dispendio di energia, senza che la situazione necessariamente migliori. 
Per essere in grado di aiutare l’altro, è necessario comprendere questo processo ed il modo in cui il proprio comportamento influisce su quello del compagno. 

..........o Difendere e giustificare l'alcolista


 «Lavora troppo..., ha molte preoccupazioni..., sono gli amici che lo fanno bere…, lui non sa dire di no...». 
Spesso si tende a cercare delle giustificazioni per spiegare perché il partner beve troppo.  Inoltre ci si può fare carico delle responsabilità di competenza del compagno, per evitargli preoccupazioni o perché non è in condizione di assumersele. E ancora, si nascondono alla propria cerchia di conoscenze gli episodi che mettono a disagio. La paura e la vergogna impediscono di confidarsi e, visto che diventa sempre più difficile parlarne con il partner, si finisce con isolarsi completamente. 

..............o Controllare 


Purtroppo, la comprensione ed il sostegno non sempre hanno l’effetto sperato e allora si cerca di limitare il consumo, di controllare ciò che il partner fa, dove va, con chi,… A volte, si sviluppano ingegnose strategie per provare a gestire il consumo di alcol del compagno

Ma il problema persiste e l’umore varia in funzione del comportamento del partner. «Beve poco…, esce di meno…»  e si ritrova speranza.

 «Rientra tardi…,  si addormenta sul divano…» ed è subito disperazione.  Senza contare che a poco a poco si perde fiducia sia nel partner che in sé stesse, nella propria capacità di aiutarlo e di impedirgli di bere. Si hanno discussioni, ci si arrabbia con il partner, contro l’alcol,  contro se stesse,  contro coloro che bevono con lui, contro quelli che conoscono il problema e non dicono niente.

................o Accusare 


Quando la situazione è percepita come insostenibile e tutti i tentativi di aiutare il partner alcoldipendente si sono rivelati inefficaci, può capitare che si inizi a lasciare libero sfogo ai rimproveri e alle accuse. «Per colpa tua tutto sta andando a rotoli..., stiamo soffrendo per colpa tua…». E non di rado si minacciano conseguenze negative se non dovesse smettere subito di bere.
Tutto questo può comportare un enorme dispendio di energia, grandi sofferenze, momenti di speranza e di dubbio. Purtroppo, ogni tentativo è vano e non è possibile fermare la progressione della malattia fintanto che il partner non si coinvolge direttamente.  Eppure qualcosa si può fare: anche se lui non è ancora pronto per farsi curare, si può iniziare a cambiare le cose per se stesse.


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