giovedì 9 marzo 2017

DEPRESSIONE: una testimonianza di depressione


Il dolore dell'anima (depressione) 


TESTIMONIANZA DELLA MIA DEPRESSIONE

La depressione è psichicamente caratterizzata da un profondo e doloroso scoramento, da un venir meno dell’interesse per il mondo esterno, dalla perdita della capacità di amare, dall’inibizione di fronte a qualsiasi attività da un avvilimento del sentimento di sé che si esprime in autorimproveri e autoingiurie e culmina nell’attesa delirante di una punizione.

Oggi voglio raccontarvi la mia esperienza di depressione. Credo che in tanti possano riconoscersi in questo racconto di una parte della mia vita.


COME E' INIZIATA LA MIA DEPRESSIONE

Il tutto è iniziato da una grande ansia che avevo quando dovevo recarmi al lavoro.
Il momento più tragico è il risveglio. Vorrei non addormentarmi mai per non avere questo risveglio.
Il lavoro mi fa morire ho paura di non riuscire ad affrontare la giornata. Sto male anche fisicamente, mi sembrava quasi di morire. Cerco di controllarmi ma è uno sforzo enorme. Ho tutta questa angoscia che ho paura di tutto anche di me stessa. Mi sento disperata, non so dove aggrapparmi,E' un senso di puro terrore e non so come fare. Dove posso appoggiarmi per non morire?

Penso e mi dico:"Così non posso continuare. Le mattine passate nel terrore. Sono una malata costretta a lavorare. Sono veramente preoccupata.  Sono talmente confusa e disperata. Lo stato d’animo non cambia. Adesso mi sento precipitare."
Quando ero in vacanza pensavo al fatto di dovere riprendere il lavoro,ed ero terribilmente terrorizzata. Questa è la mia vita. Spero di non morire.”

“Provo un senso di vergogna. Ieri mattina mi disprezzavo. Non riesco a controllarmi quando mi trovo in questi momenti. Fino a quando riuscirò a portare avanti questa sofferenza? Ci sono depressioni che durano eternamente, e la mia è una di queste. Sono talmente invischiata in questo dolore che mi pare impossibile che possa togliermi questo peso dallo stomaco. Quasi non le credo; quasi mi sembra impossibile sentirmi dire che guarirò. Dalla disperazione più nera ad una certa serenità. Mi interessa soltanto di guarire. È più che una sofferenza fisica. Ci si sente diversi dalle altre persone: le guardo come persone di un altro pianeta.”

“Questo sentirmi così lontana da tutti mi angoscia profondamente; ma mi fa piacere quello che mi ha detto. Forse domani non è così lontano: anche se messa di fronte alle responsabilità mi sento naufragare.”

LA LOTTA CONTRO IL DOLORE DELLA DEPRESSIONE

“Nei giorni scorsi sono stata bene. Stamattina il risveglio non è stato così pesante: una tristezza, poi, più che una angoscia. Un senso di rassegnazione anche sul piano della salute. Mi sento vuota, molto vuota. Non mi sento ancora io. Mi sento in balìa delle persone e della situazione. Ci si sente come costretti a camminare su due gambe rotte. Mi sento tutta a pezzi. Si prova una sofferenza tremenda: come ricercare qualcosa che non si raggiunge mai. Mi chiedo spesso come un organismo possa superare tutto questo. Possibile che non ci si consumi con tutto questo? Nonostante tutto questo stillicidio l’organismo resiste. Mi sembra un mistero. Non ha alcuna presa da un punto di vista organico? Mi sento veramente monotona. Ci sono dei momenti in cui mi sento liberata da questo peso. Stamattina è stata una mattinata difficile. Ci si trova a terra da un momento all'altro. Come mai si arriva a questo? Un crollo improvviso. Mi sento veramente morta. Mi sento con dentro niente. Mi ritrovo senza nessun desiderio. Sono un poco più cosciente e di conseguenza ne sento di più il peso. Sono in un baratro.”

UNA LUCE IN FONDO AL TUNNEL DELLA DEPRESSIONE

Inizio una terapia farmacologica e una psicoterapia. Non ho molta fiducia in questo ma non ho scelta.
“Come angoscia sto meglio. Mi sono rilassata ieri. Incomincia a nascere qualche progetto. Mi sento in bilico. Istintivamente, mancandomi questa angoscia, mi sento più sola. Mi manca; ma non dovrei sentirne la mancanza.” Mi sembra strano che debba sparire anche il ricordo; ma è così. Di quelle giornate ricordo la disperazione: di essere sul punto di precipitare in un abisso tremendo e di non riuscire a fermarmi al di qua. Ora mi sento sperduta. Non ho più l’angoscia di allora.




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