lunedì 6 marzo 2017

DIPENDENZA DA SESSO: IL DESIDERIO E IL GODIMENTO

La dipendenza da sesso e il desiderio di godimento

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Dipendenza da sesso: il desiderio del piacere e del godere

Quando diciamo “desiderio”, a che genere di esperienza pensiamo? Di cosa si tratta? Cosa è?

L’esperienza del desiderio di un dipendente da sesso è un’esperienza di perdita di padronanza, di vertigine, di qualcosa che non si riesce a controllare. E' l’esperienza di uno scivolamento, di un ostacolo, di uno sbandamento e di una perdita di padronanza.
Non è mai il dipendente da sesso che decide il “suo” desiderio, ma è il desiderio che decide di lui, che lo ustiona, lo sconvolge, lo rapisce, lo entusiasma, lo inquieta, lo anima, lo strazia, lo potenzia, lo porta via.
L'ustione è profonda tanto da percepire il dolore se non si realizza il desiderio e il godimento. Il dipendente da sesso è sconvolto, non si riconosce più. Tutti i valori in cui ha sempre creduto cadono in seguito a un rapimento dei sensi. Famiglia, lavoro, amici ne vengono profondamente feriti. Inizia un combattimento interiore che a volte lo inquieta e lo strazia, l'indecisione lo logora. La forza che arriva dal desiderio è però dirompente. L'allegria e l'entusiasmo di essere desiderato lo fa volare.
La trasmissione del desiderio, infatti, non può che avvenire attraverso un incontro, dunque attraverso un evento che ha il carattere della sorpresa, dell'inatteso, del fuori programma. L’esperienza del desiderio è l’esperienza di una forza che proviene da se stessi ma che trasforma e toglie la volontà di decidere.Questo significa che il desiderio non è ciò che rafforza l’identità, ma è piuttosto ciò che la scompagina, la destabilizza, è un fattore di perturbazione della identità.

Nella esperienza del desiderio il dipendente da sesso non è mai padrone.


Il dipendente è preso, portato, posseduto, animato, invaso, percorso dal desiderio. E proprio per questa ragione il desiderio non è mai tutto suo, ma è piuttosto sempre aperto alla ricerca dell'altro che soddisfa questo desiderio.
Il desiderio di cui stiamo parlando è sproporzionato rispetto alla normalità; è ossessione, incubo. E' pericoloso per se stessi e per chi amiamo. 
Questo desiderio incontrollabile porta a sottovalutare le conseguenze, i rischi e i pericoli. Le malattie sessualmente trasmissibili, il rischio di perdere il lavoro perché non si riesce a controllare il desiderio di cercare su internet immagini o video espliciti, l'esborso di denaro per frequentare locali e privè che favoriscono la promiscuità, non sono considerati in maniera adeguata.


Il dipendente da sesso è responsabile del suo desiderio, di quel desiderio che non può mai pretendere di governare. 


Il desiderio sessuale spropositato non è mai la manifestazione di un istinto naturale, ma una PERVERSIONE dell'istinto. Tra la fame e la necessità dell'appagamento sessuale del dipendente non esiste alcuna differenza. Sono entrambi bisogni da soddisfare. Il primo è necessario per il corpo e la sopravvivenza mentre il secondo diventa un baratro in cui cadere. La pulsione sessuale non risponde affatto alle leggi che governano l’istinto naturale ma alla moltitudine di sollecitazioni culturali che accendono il desiderio sbagliato e lo alimentano. E' un desiderio sessuale di tipo perverso. Il desiderio sessuale che si manifesta come pulsione necessita  della presenza di un corpo che perde la dignità di persona e diventa solo un oggetto o uno strumento per raggiungere il desiderio e il godimento propri di questa malattia.
Philip Roth ci offre nella sua letteratura un esempio "elegante" del desiderio sessuale ossessivo:
Contemplo ammaliato la ragazza che si tormenta una ciocca di capelli mentre fa mostra di studiare il suo libro di storia […] Un’altra ragazza, che il giorno prima nel suo banco a lezione avevo trovato del tutto ordinaria, dondola una gamba sotto il tavolo della biblioteca mentre sfoglia pigramente un numero di Look, e il mio ardore non conosce limiti. Una terzaragazza si china sul quaderno, e con un gemito soffocato, come se mi stessero impalando, osservo il seno sotto la camicetta dolcemente premuto fra le braccia incrociate. Come vorrei essere quelle braccia! Sì, basta davvero poco per lanciarmi alla conquista di una perfetta sconosciuta, mi basta notare che, mentre con la mano destra prende appunti dall’enciclopedia, non riesce a impedire che l’indice della mano sinistra accarezzi il contorno delle labbra […]
Vedi P. Roth, Il professore di desiderio, tr. it. Einaudi, Torino 2009, pp. 20-21.

Per il desiderio sessuale del dipendente da sesso, il corpo della donna si frammenta in tanti piccoli oggetti: una ciocca di capelli, una gamba dondolante, il seno tra le braccia incrociate, l’indice della mano, il contorno delle labbra, il capolavoro del culo.



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