lunedì 27 marzo 2017

VIVERE CON UN ALCOLISTA: COME AIUTARE E COME AIUTARSI

VIVERE CON UN ALCOLISTA E' DIFFICILE!

Per una donna è particolarmente difficile evitare di offrire spontaneamente il proprio aiuto e sostegno. La nostra società infatti continua a proporre un’immagine femminile comprensiva, amabile, premurosa, sensibile e paziente. 
Questo stereotipo caratterizza e condiziona di conseguenza il comportamento della donna e l’immagine che essa ha di sé. Le compagne di un uomo alcolista spesso si sentono responsabili, vogliono aiutare e hanno la sensazione che senza il loro sostegno lui non ce la può fare. Talvolta, pur di riuscire a far fronte a questi problemi, le donne fanno ricorso ai farmaci o ad altre sostanze psicoattive, con il rischio di aggravare ulteriormente la situazione. 

Un uomo, partner di una donna dipendente dall’alcol, al contrario, non vive le stesse pressioni sociali rispetto al suo ruolo. Infatti, tradizionalmente, l’uomo è considerato meno sensibile, maggiormente capace di porre limiti e a dire di no. In realtà, questo modo di comportarsi è davvero utile per proteggersi e per evitare di lasciarsi rinchiudere nel problema dell’alcol. Tuttavia, è più frequente che un uomo non sopporti di vivere accanto ad una donna alcolista e che la lasci. 


Come aiutare? Come aiutarsi?


Una coppia è un po’ come un ingranaggio: gli elementi si incastrano gli uni negli altri e girano ad un certo ritmo. Se uno degli elementi inizia a muoversi in modo diverso, l’intero meccanismo deve modificare il suo modo di funzionare, altrimenti si rompe.
« Quindi, piuttosto che disperarmi di non vederlo cambiare, IO potrei cambiare qualcosa…: il mio cambiamento avrà necessariamente un effetto sul suo comportamento».  

Ma cosa cambiare?

  1. Devo accettare che non posso «smettere di bere né farmi curare» al posto suo. 
  2. Non posso che «cambiare me stessa». 
  3. Posso dare nuovamente spazio ai miei bisogni e desideri: fare ciò che mi fa piacere, incontrare persone a cui voglio bene, prendermi del tempo per occuparmi di me stessa. 
  4. Non mi devo sentire in colpa: non beve a causa mia. Beve perché è «ammalato di alcol» e questa è l’unica ragione che spiega il suo comportamento. 
  5. Posso porre dei limiti chiari per evitare di soffrire troppo. 
  6. Non devo più assumermi le sue responsabilità né fare le cose al posto suo.
  7.  Posso chiedere aiuto per me stessa, per avere sollievo per le mie sofferenze e per avere sostegno in questa mia decisione. 

Come aiutarsi 


Tutti gli operatori a cui vi rivolgerete sono soggetti al segreto professionale e tratteranno le vostre informazioni con la massima discrezione. L’accompagnamento ed il sostegno che vi verranno offerti sono gratuiti oppure rimborsati dalla cassa malati.

Se la malattia del vostro compagno vi fa soffrire al punto da non poter più continuare a sopportare la situazione, non esitate a chiedere un sostegno al di fuori della coppia. Potete fare ricorso a
  • Un medico di fiducia: esponetegli la situazione e chiedetegli consiglio.
  • Centri specializzati in consulenza per problemi di alcol e dipendenze.
  • Gruppi di autoaiuto per famigliari di alcoldipendenti: il dialogo ed il contatto con persone nella stessa situazione può essere una valida forma di sostegno. 
Ecco il link del sito dedicato ai famigliari di un alcolista:Gruppo di aiuto per famigliari di alcolisti

Quale aiuto è efficace? Come aiutare qualcuno che non chiede niente e che non desidera cambiare?

È comprensibile che la compagna di un uomo alcoldipendente voglia aiutarlo a risolvere i suoi problemi, ma non è facile perché non tutti gli aiuti che si desiderano prestare in realtà sono utili. A volte, aiutare significa trovare il coraggio di lasciare andare, restituendo al compagno le sue responsabilità sia in merito al suo consumo di alcol che per le conseguenze del suo comportamento. All’inizio, potrebbe sembrarvi disumano lasciare che si di- strugga senza intervenire. Ma, forse, questo è l’unico modo per far sì che il vostro partner prenda coscienza della gravità della sua malattia e della necessità di farsi curare. Mettendo in discussione gli schemi in cui è bloccata la vostra relazione, si possono creare nuove opportunità. 

La dinamica del cambiamento

Quando la donna restituisce al compagno compiti e responsabilità, le si aprono nuovi spazi che attendono solo di essere riempiti ed organizzati. La compagna ha il diritto di soddisfare le proprie esigenze ed i propri desideri e di essere felice. Ciò significa dedicarsi anche a cose che la fanno stare bene e che la divertono. Il benessere della donna influisce a sua volta sul comportamento del compagno alcoldipendente.

Il vostro nuovo atteggiamento provocherà necessariamente dei cambiamenti. Non assumendovi più la colpa e la responsabilità per il consumo di alcol del compagno e non trascurando più i vostri bisogni, non solo avrete la sensazione di rivivere e di riprendere gusto per la vita, ma il vostro ritrovato benessere potrebbe dare speranza al vostro partner stimolandolo a chiedere un aiuto per uscire dalla dipendenza. Tuttavia, dovrete prepararvi al fatto che questi cambiamenti potrebbero non essere necessariamente positivi e potrebbero comportare un peggioramento della situazione (per esempio un aumento del consumo, delle minacce, dei conflitti all’interno della coppia,…) Purtroppo, è impossibile conoscere in anticipo la dinamica del cambiamento. Non esitate a chiedere aiuto, poiché questa può essere una fase particolarmente difficile e delicata per voi e, in queste condizioni, potreste avere bisogno di un sostegno per proseguire nel vostro intento.  

A volte, è difficile per una donna intraprendere questi cambiamenti. 
Restituire al compagno le sue responsabilità, lasciar andare, soddisfare le proprie esigenze sono atteggiamenti che non corrispondono al ruolo assegnatole dalla società. Preparatevi a far fronte a delle critiche. Spesso, le donne che «osano» rimettere se stesse al primo posto si sentono dire: «Come sei dura e insensibile! Perché non lo aiuti? Pensi solo a te stessa!...». Non tutti hanno la vostra esperienza: spontaneamente, la gente crede che per aiutare un partner alcoldipendente bisogna proteggere, giustificare, amare ed essere presenti. Anche voi per molto tempo avete pensato così…Ma, adesso, sapete cosa potete fare: prendetevi del  tempo per voi stesse, dedicatevi ad attività che vi fanno stare bene e non esitate a chiedere aiuto!

E quando ci sono dei figli?

Molti genitori credono, a torto, di risparmiare una sofferenza ai figli nascondendo il problema. Ma anche i più piccoli percepiscono le tensioni in seno ad un nucleo famigliare. Spesso, non capiscono che cosa stia succedendo, però ne soffrono. Per questo, è importante spiegare ai figli che il papà è dipendente dall’alcol e che si tratta di una malattia di cui nessuno ha colpa. Rompete il silenzio e permettete ai vostri figli di parlare delle loro difficoltà e paure, dei sensi di colpa e della vergogna. Anche per i bambini può essere utile confidarsi con uno specialista o con altri bambini in situazioni simili. Se il vostro compagno diventa aggressivo o violento quando ha bevuto, non esitate a proteggere voi stesse ed i vostri figli allontanandovi dal domicilio o chiamando la polizia o il medico di guardia. 







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